ORMEGGI ABUSIVI NAPOLI – Una nuova inchiesta giudiziaria scuote il fronte della gestione degli spazi marittimi lungo la costa napoletana, portando alla luce un presunto sistema di occupazione abusiva di aree demaniali. La Procura della Repubblica di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati quattro persone con l’accusa di aver gestito in modo continuativo e senza le necessarie autorizzazioni attività legate all’ormeggio e al noleggio di natanti.
Tra i soggetti coinvolti figura anche Francesco “Kekko” Bianco, noto per essere il figlio della nota tiktoker partenopea Rita De Crescenzo.
Le accuse della Procura e la gestione del demanio
L’indagine, condotta dalle autorità competenti, si concentra sulle irregolarità riscontrate nella gestione degli ormeggi lungo il litorale cittadino, dove gli indagati avrebbero occupato spazi di suolo pubblico senza possedere le prescritte concessioni o i titoli abilitativi richiesti dalla legge.
Secondo l’ipotesi accusatoria, le attività di stazionamento e locazione delle imbarcazioni venivano condotte in maniera del tutto abusiva, generando un profitto illecito a danno del demanio marittimo e violando le norme sulla navigazione e sulla sicurezza dei luoghi.
Un fenomeno sotto la lente degli investigatori
I provvedimenti notificati alle persone coinvolte rientrano in una più ampia e mirata azione di contrasto portata avanti dalle forze dell’ordine per ripristinare la legalità lungo la fascia costiera della città, da tempo interessata dal fenomeno delle occupazioni abusive dei moli e degli approcci a mare.
Le indagini proseguono ora per chiarire l’esatta posizione giudiziaria di ciascuno dei quattro indagati e determinare la reale portata economica e logistica dell’organizzazione smantellata.
Fonte: Fanpage.it
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