27 Agosto 2026

Docuserie Rita De Crescenzo: la verità su Netflix, fondi pubblici e regia di Lettieri

Fonte: Immagine dal profilo Instagram di Rita De Crescenzo

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Dal presunto sbarco su Netflix al polverone politico sui presunti finanziamenti statali: il caso della docuserie Rita De Crescenzo, provvisoriamente intitolata “Svergognata”, è diventato un vero e proprio giallo mediatico. Dopo giorni di indiscrezioni, annunci cancellati e smentite ufficiali, l’inchiesta condotta da Fanpage.it ha fatto piena luce su cosa ci sia realmente dietro al progetto dedicato alla celebre e discussa tiktoker napoletana.

Docuserie Rita De Crescenzo: l’annuncio e il “giallo” del logo Netflix

Tutto ha inizio quando il settimanale Chi lancia l’indiscrezione sulla lavorazione di un documentario biografico incentrato sulla vita di Rita De Crescenzo. A confermare apparentemente lo scoop è la stessa influencer, che pubblica sui propri canali social una locandina promozionale con la sua immagine accompagnata dall’inconfondibile logo di Netflix.

La reazione del colosso dello streaming, tuttavia, non si fa attendere: con una nota formale affidata all’agenzia Adnkronos, Netflix smentisce categoricamente qualsiasi coinvolgimento, acquisizione o messa in onda dell’opera. A stretto giro, il post scompare dai profili social della creator, alimentando il sospetto di una mossa pubblicitaria o di una clamorosa svista.

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Chi c’è davvero dietro al progetto: regia e produzione

Nonostante il passo indietro della piattaforma, il documentario esiste ed è attualmente in fase di produzione. I dati depositati confermano i dettagli tecnici dell’opera:

  • Titolo: Svergognata
  • Formato: Docuserie biografica in 3 episodi (durata complessiva di circa 90 minuti), destinata al mercato web/piattaforme streaming.
  • Regia e Sceneggiatura: Firmata da Francesco Lettieri (noto per i videoclip di Liberato, Calcutta e per lungometraggi come Ultras), affiancato alla sceneggiatura da Shadi Cioffi.
  • Produzione: Realizzata da Groenlandia (società del gruppo Banijay fondata da Matteo Rovere e Sydney Sibilia) insieme ad Anemone Film.
  • Budget dichiarato: Un costo complessivo di produzione registrato pari a 1.093.409,42 euro.

Il nodo dei fondi pubblici: l’intervento del Ministero della Cultura

A far esplodere la polemica a livello nazionale è stata la voce secondo cui la serie avrebbe usufruito di contributi economici statali. A chiarire la situazione amministrativa è intervenuto direttamente il Ministero della Cultura (MiC):

Il Mic smentisce. La produzione non ha presentato alcuna domanda di contributo economico a fondo perduto né ha percepito agevolazioni fiscali (Tax Credit).

La presenza di Svergognata nel registro telematico ministeriale (DGCOL) è legata unicamente all’ottenimento della nazionalità provvisoria italiana. Si tratta di un passaggio burocratico obbligatorio che ogni casa di produzione avvia prima dell’inizio delle riprese per certificare i requisiti di opera italiana (fondamentale per le quote europee delle piattaforme) e per non precludersi, a lavorazione ultimata, l’eventuale richiesta formale di crediti d’imposta. Ad oggi, dunque, nessun euro pubblico è stato erogato.

Lo sfogo di Rita De Crescenzo: «Contro di me solo odio, ma la serie uscirà»

Dopo il susseguirsi di smentite e polemiche, la tiktoker è intervenuta pubblicamente per ribadire la concretezza dell’opera, difendendosi dagli attacchi ricevuti:

«Contro di me vedo soltanto cattiveria e odio gratuito. La serie è stata girata, le telecamere ci sono state e il progetto esiste. Da una parte o dall’altra, su una piattaforma o altrove, alla fine uscirà», ha dichiarato la creator partenopea.

Il progetto Svergognata resta quindi confermato sul piano produttivo: conclusa la fase di riprese e montaggio, la società produttrice proporrà l’opera sul mercato audiovisivo in cerca del giusto distributore streaming.