Da Vincanto con Angelo Forgione

Forgione
Dov'è la vittoria, l'ultimo libro di Angelo Forgione

Scrittore, giornalista pubblicista, blogger, grafico pubblicitario e videomaker napoletano, Angelo Forgione è divenuto in breve tempo una delle voci più rilevanti che si ergono a difesa della nostra degradatissima Napoli. Fondatore del movimento V.A.N.T.O, a tutela dell’orgoglio del capoluogo campano, Angelo ha presentato ieri, a Pompei, la sua ultima fatica letteraria: “Dov’è la vittoria – Le due Italie nel Pallone”.

Serata improntata alla tutela della napoletanità quella di ieri sera nella splendida cornice di Vincanto, a Pompei.

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Angelo Forgione presenta da Vincanto a Pompei il suo ultimo libro

Nella vineria di Yuri Buono, uno dei punti di riferimento della città che fu distrutta dal’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., si è infatti svolta la presentazione dell’ultimo libro di Angelo Forgione, “Dov’è la vittoria – Le due Italie nel pallone (aspetti sportivi della malaunità politico-economica)“.

Dov’è la vittoria” è una “indagine a carattere sociologico-antropologico”, come lo stesso Forgione scrive nella sovraccoperta, e cerca “di individuare le cause delle differenti performance sportive dei movimenti calcistici del Nord e del Sud d’Italia, inquadrate nello scenario del divario interno italiano“.

Un libro di grande pregio, che “partendo dalla più grande passione degli italiani, sulla quale convergono la politica e la finanza nazionale”, cerca di inquadrare alcuni aspetti ancora poco chiari dell’ormai annosa “Questione meridionale“, sulla quale si parla troppo, oggi, e senza una cognizione di causa.

Tanti gli aneddoti e le vicende trattate nel libro, che analizza questioni pregevoli come la questione della discriminazione territoriale oppure quella del binomio inscindibile tra la FIAT e la Juventus, un legame che ha fatto della “Vecchia Signora” una vera e propria azienda che opera nel calcio e che ha come unico obiettivo societario quello della vittoria finale del campionato.

In effetti, in “Dov’è la vittoria” si parla anche di Calciopoli, del rapporto fra gli Elkann e gli Agnelli, oltre al ruolo che la massima azienda produttrice d’automobili in Italia ha avuto sul campo economico e politico, diventando un’impresa capace di influenzare persino i governi repubblicani.

Ad un occhio disattento si potrebbe pensare quindi che Forgione, scrittore, pubblicista, blogger, grafico e videomaker, già noto per la costituzione, nel 2008, del movimento VANTO (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio) e autore del libro “Made in Naples“, possa aver scritto il solito libro “anti-Juve” per il solo gusto di dire che “la Juve ruba” ed è per questo che vince.

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Angelo Forgione, blogger

Invece, con la sua competenza, Forgione riesce a non schierarsi né pro né contro nessuno, ed anzi porta elementi importanti a sostegno della tesi secondo cui anche la vittoria dei due scudetti da parte del Napoli negli anni ’80 possa nascondere ragioni politiche, favorita come poteva essere dalla presenza di una grande catastrofe, quel Terremoto dell’Irpinia che nel 1980 distrusse mezza Campania, e spinse il potere politico a chiedersi se il calcio potesse risollevare il morale di una regione già devastata dalla disoccupazione e dall’emigrazione, e adesso colpita dalle troppe morti di quella immane tragedia.

Notevole è infatti il parallelismo che l’autore fa tra il Napoli degli anni ’80 ed il Cagliari Campione d’Italia nel 1969/70, una squadra di cui non si conosceva bene l’effettiva proprietà, ma che alle spalle nascondeva una importante catena di imprenditoriali legati ad Angelo Moratti, ex patron dell’Inter e padre di Massimo.

Un libro dunque di grande interesse e meritevole di un approfondimento, visto che lo stesso fenomeno Calciopoli viene inquadrato in un’ottica particolare, ossia quella di un sistema che sapeva bene di questo malcostume tipico dell’Italia pallonara, ma che al momento si schierò contro una “Triade” che aveva evidentemente troppo potere.

Noi di Zon.it vi consigliamo di leggerlo perché potrebbe cambiare per sempre il vostro modo di vedere il calcio.

E magari di smetterla con quell’ansia quotidiana che ci proietta ogni giorno verso la prossima domenica, illusoriamente convinti che sia l’ora di quella gara che finalmente possa riscattare socialmente il nostro popolo, ma che in realtà è solo l’ennesimo divertissement di un popolo diviso e mai effettivamente unificato.