9 Luglio 2026

Terza ondata di caldo africano: nessuna tregua prima del 20 luglio

Siamo entrati in un nuovo regime climatico in cui anche la "normalità" risulta rovente. Nel weekend instabilità al Nord, poi l'escalation termica investirà l'intera Penisola, Sud compreso.

Ondata di caldo giugno 2026

Siamo entrati a tutti gli effetti in un nuovo regime climatico. A spaventare, oggi, non sono solo i picchi estremi di 38-40°C raggiunti durante le fiammate africane, ma soprattutto la “nuova normalità” fatta di 34-35°C registrati nei giorni considerati, paradossalmente, i meno caldi della stagione.

A fare il punto della situazione è Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, che conferma come l’asticella delle temperature si sia alzata drammaticamente. Basti pensare che tra gli anni ’80 e ’90, in una normale giornata di inizio estate, i termometri italiani segnavano mediamente 30-32°C. Oggi, le città affrontano picchi ben più alti, trasformando la Penisola in una vera e propria fornace.

L’Europa come “Hotspot” climatico

Dal 2014 in poi, la velocità del Riscaldamento Globale ha subìto una brutale impennata, trasformando il nostro continente in un vero e proprio hotspot climatico.

L’Europa si scalda oggi al doppio della velocità rispetto alla media del Pianeta. Le cause individuate dagli esperti sono tanto chiare quanto allarmanti:

  • La prossimità con il deserto del Sahara, vera e propria fucina delle imponenti masse d’aria subtropicale.
  • La rapida fusione dei ghiacciai alpini.
  • Il collasso dei ghiacciai groenlandesi e artici.

Tutti elementi che stanno inevitabilmente alterando i fragili e complessi equilibri della circolazione atmosferica globale.

Ondata di caldo, il paradosso del weekend: caldo africano e temporali intensi

Nonostante l’inizio ufficiale di questa terza ondata di caldo, i primi giorni saranno caratterizzati da una forte anomalia. Mentre il “cuore” del calore estremo stazionerà sulla Francia (dove i 40°C diffusi rischiano di decretare l’estate più calda della storia transalpina), sull’Italia non mancheranno violenti temporali.

Una piccola falla nello scudo anticiclonico africano permetterà a infiltrazioni di aria più fresca in quota, provenienti dalla Spagna, di innescare diffusi contrasti termici:

  • Fino a venerdì: I fenomeni temporaleschi si concentreranno maggiormente lungo la dorsale dell’Appennino centro-meridionale.
  • Tra venerdì sera e sabato: L’instabilità colpirà in modo incisivo buona parte del Nord e della Pianura Padana, portando rovesci localmente molto intensi e nubifragi.

L’escalation della prossima settimana: allarme in Sardegna e Sud nella fornace

Passata la parentesi di instabilità del weekend, l’anticiclone africano divamperà in tutta la sua potenza.

Nei primi giorni della nuova settimana assisteremo a un picco termico esagerato, con temperature destinate a toccare i 43-45°C in Sardegna. Proprio per l’isola, tra lunedì e mercoledì, i modelli previsionali indicano una condizione biometeorologica straordinaria, con un’afa opprimente e a tratti asfissiante.

Non si tratta di allarmismo mediatico, ma di termini scientifici ufficiali utilizzati in meteorologia medica per indicare condizioni di estremo pericolo per il corpo umano. L’invito perentorio è quello di non uscire durante le ore più calde e umide della giornata.

Da mercoledì 15 luglio la situazione vedrà un miglioramento solo impercettibile, per poi sfociare in un nuovo e severo picco atteso per venerdì 17. La grande differenza di questa terza ondata rispetto alle precedenti è che questa volta anche il Sud Italia entrerà a pieno regime nella fornace africana, senza sconti.

Per intravedere una vera tregua bisognerà attendere la terza decade del mese. Soltanto dopo il 20 luglio, la discesa di correnti d’aria fredda dalla Svezia potrebbe portare finalmente un po’ di respiro sul bacino del Mediterraneo, sebbene si tratti di proiezioni a lunghissima scadenza ancora suscettibili di cambiamenti.

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