Terrore a San Giorgio a Cremano: tenta di allagare la casa della ex, arrestato 70enne
Notte di follia nel Napoletano: un uomo di 70 anni ha tentato di inondare l'appartamento della ex compagna manomettendo le tubature. Fermato dai Carabinieri prima che la situazione degenerasse.
Immagine di repertorio
Terrore a San Giorgio a Cremano – Una notte di puro terrore si è consumata a San Giorgio a Cremano, dove un uomo di 70 anni è stato tratto in arresto dai Carabinieri con l’accusa di atti persecutori e danneggiamento. L’anziano, non rassegnatosi alla fine della relazione con la sua ex compagna, ha messo in atto un piano folle: tentare di allagare l’abitazione della donna mentre lei si trovava all’interno.
Terrore a San Giorgio a Cremano, il piano di vendetta nella notte
Secondo le prime ricostruzioni fornite dai militari dell’Arma, l’uomo si è introdotto nelle pertinenze del condominio della vittima durante le ore notturne. Armato di arnesi atti allo scasso, ha manomesso le tubature idriche esterne collegate all’appartamento della donna, con il chiaro intento di provocare un ingente allagamento e danni strutturali irreparabili.
La vittima, svegliata dal rumore dell’acqua e dai sospetti movimenti all’esterno della sua porta, ha immediatamente allertato il 112.
Il blitz dei Carabinieri
I Carabinieri della stazione locale, giunti tempestivamente sul posto, hanno sorpreso il 70enne ancora nei pressi dei contatori e delle tubature, mentre l’acqua stava già iniziando a invadere le aree comuni e a filtrare all’interno dell’abitazione. L’uomo è stato bloccato e messo in sicurezza prima che potesse arrecare ulteriori danni o tentare un’aggressione diretta alla donna.
Dalle indagini è emerso un quadro inquietante: la vittima era già stata oggetto di minacce e appostamenti nei mesi precedenti, una spirale di stalking che ha trovato il suo culmine nel pericoloso gesto di questa notte.
I provvedimenti giudiziari
L’aggressore è stato condotto in caserma e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposto agli arresti in attesa del rito di convalida. Per la donna, fortunatamente illesa ma in stato di forte shock, è stato attivato il protocollo di protezione previsto per le vittime di violenza di genere.
L’episodio riaccende i riflettori sulla pericolosità delle condotte persecutorie, che possono sfociare in gesti eclatanti e pericolosi per l’incolumità pubblica.
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