Terra dei fuochi, in confessione per lo sversamento dei rifiuti tossici

Terra dei fuochi, don Delio Pellegrino, parroco di Casal di Principe, ha dichiarato di aver saputo degli sversamenti durante la confessione

“Durante la confessione appresi di rifiuti tossici sversati di notte a Santa Maria la Fossa (Caserta, ndr) nella discarica di Parco Saurino, e di contadini che venivano prelevati e minacciati con il mitra per agevolare le operazioni”. E’ la dichiarazione di don Delio Pellegrino, parroco della Chiesa Santissima Maria Preziosa di Casal di Principe resa dinanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dove ha testimoniato al processo in cui è imputato l’ex sottosegretario pdl Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione camorristica.

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Terra dei Fuochi

Il prete ha raccontato della rivolta tra il 2004 e il 2005 dei cittadini di Casal di Principe contro la riapertura della discarica di Parco Saurino sfruttata per anni anche quando era già satura, sequestrata e dissequestrata più volte dalla magistratura.

“La Chiesa fu tra i promotori della protesta, che durò un mese – ha affermato Pellegrino – e Cosentino fu tra i politici che ci diede il maggior supporto, anche economico, in quanto provvedeva alla nostre primarie necessità. La puzza era insopportabile, la gente era stanca. Poi durante la confessione, e non in confidenza, seppi di sversamenti di rifiuti tossici nell’invaso, nonostante fosse chiuso, e di camion che arrivavano di notte e persone minacciavano con le armi i contadini che vivevano attorno alla discarica. Così, come Chiesa, scendemmo in campo”.

Anche Mario Vaccaro, ex parroco chiamato in giudizio, ha confermato il ruolo di Cosentino. “Fui nominato al vertice del Consorzio nel 1998 su indicazione dell’allora sindaco di Caserta Ligi Falco, non di Cosentino, che tra l’altro non mi ha mai segnalato né aziende né persone da far lavorare”. E’ la dichiarazione di Francesco Cundari, ex presidente del Consorzio rifiuti Caserta3, sentito oggi dal giudice.

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Terra dei fuochi

Carlo Savoia, ex presidente per pochi mesi tra il 2004 e il 2005 della società Eco4, braccio operativo del Consorzio rifiuti Caserta4 controllato dai fratelli Sergio e Michele Orsi, imprenditori legati al clan Bidognetti,ha raccontato di “essere stato indicato in quel ruolo da Cosentino” e di aver assunto alcune persone su indicazione dell’ex sottosegretario.

“Fui mandato via da Eco4, e Cosentino vi restò molto amareggiato, per contrasti con gli Orsi, che sprecavano i soldi pubblici provenienti dal Ce4 in auto di lusso, o pagavano prima i fornitori, tra cui comparivano anche loro società, invece di pagare le e tasse e i contributi ai lavoratori”.