Rosso Vesuviano, ecco il maiale allevato nel Parco Nazionale



Nasce il Rosso Vesuviano, una nuova tipologia di maiale allevato allo stato brado sulle pendici del Parco Nazionale del Vesuvio

Maiale allevato allo stato brado come da antica tradizione vesuviana all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio: si tratta del Rosso Vesuviano, il maiale “nato” da un’idea del macellaio Antonio Di Sieno. Di Sieno ha presentato i risultati dei primi due anni di allevamento tradizionale di questa nuova tipologia di maiale all’Italian Cuisine World Summit di Dubai.

In questa occasione ha esposto la sua voglia di proporre in tavola un animale allevato e macellato nel benessere, per quanto possibile. Insomma, il Rosso Vesuviano non ha nulla a che vedere con i soliti allevamenti intensivi.

La specie di suino scelta per questo ritorno all’allevamento tradizionale appartiene al “Duroc”. Tale varietà di maiali è caratterizzata, oltre che da una grande resistenza, da un particolare color rosso del manto, come la lava del Vesuvio, appunto. È una specie che ben si adatta all’allevamento in condizioni atmosferiche avverse e/o presenza di malattie ed è risultata, perciò, ideale per il clima delle pendici del Vesuvio.

Il Rosso Vesuviano nasce, però, in stalla e solo dopo 60 giorni viene fatto crescere all’aperto. In natura esso può esprimere i propri comportamenti istintivi e cibarsi liberamente dei prodotti presenti sul territorio. Il maiale viene allevato per 14/16 mesi finché non arriva al peso di 150/170 chilogrammi circa.

La macellazione del Rosso Vesuviano ha inizio, solitamente, verso la fine di novembre, dal giorno di Sant’Andrea, e prosegue fino a metà gennaio. Si attende, come da tradizione, la luna calante per procedere alla lavorazione delle carni, resa più facile e veloce grazie alle fredde temperature del periodo.

Per questo suo ritorno alle origini senza perdere di vista l’innovazione, Antonio Di Sieno si è accaparrato il titolo di macellaio 3.0.

 

Foto da nextews.com

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