17 Aprile 2026

Roberto Saviano assolto nel processo di diffamazione contro Salvini

Sentenza definitiva nel processo per diffamazione, cade l’accusa del ministro contro lo scrittore per il diritto di critica

immagine di repertorio

Armi USA

ROBERTO SAVIANO ASSOLTO – Si chiude dopo otto anni una delle vicende giudiziarie più dibattute degli ultimi tempi. Il Tribunale monocratico di Roma ha pronunciato oggi, 17 aprile 2026, la sentenza di assoluzione per Roberto Saviano, accusato di diffamazione nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini.

Roberto Saviano assolto dopo otto anni: il caso contro Matteo Salvini

Al centro del processo c’erano alcuni post pubblicati dallo scrittore nel giugno 2018, periodo in cui Salvini ricopriva la carica di Ministro dell’Interno. In quelle occasioni, Saviano aveva definito il vicepremier «ministro della mala vita», un’espressione storica presa in prestito da Gaetano Salvemini (che la utilizzò contro Giovanni Giolitti).

Secondo l’accusa, tali affermazioni offendevano la reputazione di Salvini, suggerendo una presunta contiguità con ambienti malavitosi. La difesa, invece, ha sempre sostenuto la tesi della critica politica e culturale, sottolineando come le parole fossero rivolte alle scelte istituzionali e alla propaganda del ministro, non alla sua persona.

Perché Saviano è stato assolto?

Il giudice ha accolto la tesi difensiva stabilendo che il fatto non costituisce reato. L’assoluzione riconosce che le parole di Saviano rientrano nel perimetro del diritto di critica, garantito dalla Costituzione.

Le reazioni dei protagonisti

Subito dopo la lettura del dispositivo, lo scrittore ha commentato la vittoria legale con un messaggio forte:

«Questa assoluzione significa che la propaganda politica non può diventare uno strumento per mettere a tacere chi critica il potere».

Dall’altro lato, Matteo Salvini ha reagito con asprezza, criticando la decisione e definendo i giudici “ideologicamente schierati”. Il leader leghista ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare una nuova querela contro lo scrittore.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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