27 Giugno 2026

Rifiuti speciali a Casoria: sequestrate oltre 5 tonnellate di scarti dalla Guardia di Finanza

Blitz della Guardia di Finanza di Napoli contro i reati ambientali: in un’area di Casoria rinvenuti cassoni industriali carichi di materiali ferrosi e legnosi abusivi.

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Rifiuti speciali a Casoria – L’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio napoletano resta altissima per quanto riguarda la tutela dell’ambiente. Un nuovo importante intervento è stato portato a termine nelle scorse ore a Casoria, dove i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno individuato e sottoposto a sequestro oltre 5,6 tonnellate di rifiuti speciali.

Rifiuti speciali a Casoria: scoperte 5,6 tonnellate di rifiuti

L’operazione, condotta dai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore durante le consuete attività di pattugliamento e controllo economico del territorio, ha permesso di far luce su uno stoccaggio illecito di materiali.

Nello specifico, i militari hanno rinvenuto, nelle adiacenze di una ditta specializzata nel trattamento rifiuti, due grandi cassoni industriali – della capacità di 30 metri cubi ciascuno – posizionati in un’area esterna non autorizzata. All’interno erano stati stipati ben 5.650 chilogrammi di scarti ferrosi e legnosi. Dai controlli successivi è emerso che il materiale era stoccato in totale assenza della necessaria Autorizzazione Unica Ambientale.

Sequestro e denunce: l’azione a tutela dell’ambiente

L’intervento delle Fiamme Gialle è stato tempestivo per prevenire potenziali pericoli per la sicurezza pubblica e l’ecosistema locale. L’abbandono di tali volumi di materiale, infatti, esponeva l’area circostante a un rischio concreto di incendi e di dispersione di agenti inquinanti nel suolo.

Al termine degli accertamenti:

  • I rifiuti e i cassoni industriali utilizzati per l’illecito stoccaggio sono stati posti sotto sequestro preventivo.
  • Il responsabile dell’attività è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per violazione dell’art. 256 del D. Lgs. n. 152/2006.

Come di consueto in questi casi, si ricorda che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La colpevolezza dell’indagato sarà determinata esclusivamente in caso di sentenza irrevocabile di condanna, in ossequio al principio di non colpevolezza.

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