2 Agosto 2026

Centenario Napoli, il racconto del 1°agosto

Centenario Napoli, il racconto del 1°agosto. Una giornata di festa e di paura per gli eventi sismici che hanno caratterizzato i Campi Flegrei.

CENTENARIO NAPOLI, IL RACCONTO DEL 1°AGOSTO

Primo agosto, stavolta non pioveva. Anzi, tutt’altro. Ci stiamo abituando (o forse no) a vivere in un inferno dantesco. Il cuore batte, la terra incandescente trema. Da millenni chiaro, ma mai così dal dopoguerra. Il corteo verso il lungomare e la fuga dall’epicentro. Con le comunicazioni interrotte, poi ripristinate con chat intasate di filmati con fumogeni e corteo. Ma anche costone sulle auto e palazzi distrutti.

La processione d’amore si fonde con il dolore di chi ha perso casa. Il rifugio sicuro. Il nido familiare. La situazione è decisamente preoccupante ai Campi Flegrei. Probabilmente ancora non ci siamo resi conto dell’entità della situazione. Commedia e tragedia. Fede e disperazione. Ossimori che si intrecciano nella notte più lunga di Partenope. Gli occhi al cielo per i fuochi ed anche alle oscillazioni dei lampadari. C’è chi ringrazia la Provvidenza o il fato, fate voi per la nessuna vittima. C’è chi festeggia e chi piange

Centenario Napoli, la storia ha voluto una data

Primo agosto 1926. Primo agosto 2026. Un secolo di passione. Un secolo di amore puro. Incondizionato. Un legame indissolubile e viscerale che lega le anime partenopee alla città e alla maglia azzurra. Il calcio a Napoli era già presente all’inizio del Novecento e precisamente nel 1905. È dal palazzo in Piazza dei Martiri però che viene fondata la Società Sportiva Calcio Napoli,

Festa e sgomento scandiscono la veglia per il Centenario dell’unica squadra che rappresenta la città. Con orgoglio e senso di appartenenza. Ma anche resilienza e capacità di dominare il senso degli eventi. Di riscriverli con passione e determinazione. Come la storia insegna. I festeggiamenti non nascono dall’incoscienza, piuttosto dalla consapevolezza della fugacità dell’esistenza: si celebra la vita e l’amore proprio perché la morte è sempre possibile. È sempre dietro l’angolo. Nella tensione perpetua tra Eros e Thanatos risiede la forza vitale, intensa e contraddittoria della città di Napoli.

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