Rielaborato il piano d’emergenza in caso di eruzione

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Il piano di evacuazione per un’eventuale eruzione del Vesuvio è stato rielaborato ieri. In questo nuovo progetto rientra anche la zona flegrea

Questa mattina è stata resa nota la presenza della rielaborazione del piano d’emergenza nel caso in cui il Vesuvio eruttasse (si spera quanto il più tardi è possibile!). Il piano in questione è stato in realtà approvato ieri, ma solo questa mattina sono giunte le voci della nuova rielaborazione. L’idea d’evacuazione, però, verrà ufficialmente presentata solo nelle prossime settimane.

Grazie ad alcune anticipazioni di Franco Mancusi, nonché noto giornalista della testata “Il Mattino” sul quale poi ha pubblicato un articolo sull’argomento in questione, sono venute a  conoscenza alcune nozioni riguardanti questo piano d’emergenza. Da sottolineare però che quest’ultimo esisteva già in precedenza, ma è stato rielaborato per garantire un’evasione migliore e più efficace rispetto a quella precedente. Il giornalista ci annuncia che non solo saranno più numerose le regioni italiane che accoglieranno i rifugiati campani,

Campi Flegrei
Campi Flegrei

ma anche che è stato previsto il completamento del tratto di strade necessarie per uscire dalla zona rossa. Inoltre, ci anticipa Mancusi, il piano d’evacuazione non è stato solo rielaborato per l’eruzione del Vesuvio, ma anche per presunte eruzioni vulcaniche che potrebbero colpire gli abitanti nella zona dei Campi Flegrei.

“Mentre i cittadini di Pozzuoli-scrive Franco Mancusi su “Il Mattino” – saranno trasferiti in Lombardia, quelli di Bacoli in Umbria e Marche, del Monte di Procida in Abruzzo e Molise, per Quarto la Toscana, per i residenti di Bagnoli il piano prevede l’esodo in Basilicata e Calabria, la comunità di Soccavo in Emilia Romagna, quella di Pianura in Puglia, per Chiaiano è previsto lo spostamento in Friuli Venezia Giulia, per Fuorigrotta nel Lazio, per il Vomero il Piemonte e la Valle d’Aosta, per l’Arenella il Veneto, per Posillipo la Sardegna, per Chiaia e San Ferdinando la Sicilia”

Inoltre, a breve saranno anche predisposte anche delle prove di fuga per testare la rielaborazione di questo piano d’emergenza.