Rieducazione e rischi del carcere in uno spettacolo teatrale



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FOTO: rosarydelsudartnews.com

Dibattito e spettacolo teatrale a San Giorgio sui rischi del carcere e la rieducazione dei detenuti. Le parole del sindaco Giorgio Zinno

SAN GIORGIO – Si è tenuto stamane, 3 Aprile, presso la Fonderia Righetti in Villa Bruno, un incontro-spettacolo sulla rieducazione e i rischi del carcere.

L’incontro è stato rivolto ai giovani in particolare agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e degli istituti superiori della città.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giorgio Zinno, è quello di riabilitare nella società coloro che hanno commesso reati e sono stati condannati al carcere, rieducarli e trasformarli da peso a risorse positive per la comunità.

Sul tema è andato in scena uno spettacolo teatrale intitolato “Il Capocella” che racconta la storia di Claudio, un ragazzo che dopo aver commesso una rapina, entra nel terribile ‘universo carcerario’ di Poggioreale. Lì troverà un uomo, il più anziano, per questo chiamato ‘capocella‘ che lo aiuterà a superare le brutture del regime carcerario e trovare il suo riscatto nella società dopo tre anni di detenzione.

capocella vincenzo russoLa rappresentazione è stata preceduta da un dibattito a cui hanno preso parte il sindaco Giorgio Zinno; il vicesindaco Michele Carbone; il già Capo della Procura di Napoli, Giovandomenico Lepore; Marco Puglia, magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Napoli;  il giornalista, Nico Pirozzi; il consigliere regionale, Gianluca Daniele; e Carmela Esposito, presidente della Ass. Gioco di Squadra, impegnata sul tema dei diritti dei detenuti.

“Abbiamo il dovere di dialogare costantemente con i nostri giovani – spiega il sindaco Giorgio Zinno – e dobbiamo farlo affrontando diversi temi, compreso quello della detenzione e delle conseguenze a cui si va incontro quando si commettono reati. La certezza della pena è fondamentale in uno stato democratico, ma dall’altro lato la pena deve essere rieducativa, specialmente per quei giovani che hanno smarrito la strada.Il mondo carcerario è a volte crudele e riuscire a riscattarsi non è sempre facile, ma la forza di volontà e la consapevolezza dell’errore aiutano a superare le difficoltà. Il messaggio che intendiamo dare domani con questo evento, è comunque un messaggio positivo, così come l’intento che perseguiamo: parlare ai giovani ed ascoltarli affinchè non si sentano mai soli e possano comprendere le giuste conseguenze degli errori”. 

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