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Remuzzi spiega il miglioramento del Coronavirus – IL VIDEO

Covid-19

Italia
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Updated on 29 November 2021 3:52

Il medico Giuseppe  Remuzzi spiega il miglioramento del Covid-19: “Il virus sembra essere meno aggressivo”. Ecco le sue parole

Giuseppe Remuzzi, docente di Nefrologia per varie università italiane, britanniche e statunitensi, è uno dei migliori ricercatori italiani.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia, attualmente è attivo nella ricerca relativa al Coronavirus.

In un suo intervento a La7il medico bergamasco ha spiegato che l’andamento del virus stia migliorando.

Remuzzi afferma: “All’ospedale di Bergamo, ad esempio, stanno arrivando casi sempre meno gravi e da quello che riportano altri ospedali i nuovo malati sono meno gravi.”

“Non so se è il virus a essere mutato o se a essere cambiata è la carica virale di ogni paziente. L’unica cosa che posso dire è che sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all’inizio della pandemia”, continua il medico.

Certamente non è da sottovalutare la situazione lombarda, in quanto risulta essere la regione più colpita dal virus; la “Fase 2” mette a dura prova la ripresa, ma Remuzzi specifica che il Coronavirus stia facendo meno leva.

“Se la fase 2 comporterà o meno un aumento dei contagi, dei ricoveri e delle morti molto dipenderà dai nostri comportamenti, dalla nostra capacità individuale di continuare a mantenere le distanze sociali all’uso delle mascherine.”

Ma quando si potrà affermare un netto miglioramento? 

“Ci è chiaro cosa dobbiamo fare, ma dobbiamo ancora essere messi in condizioni di farlo: se un medico viene contattato da un paziente con la febbre a 38, dobbiamo fare il tampone, riusciamo a farlo ogni volta che serve? Bisogna rintracciare i contatti dei positivi e, ammesso che ci riusciamo, a quel punto cosa si fa? Dove li mandiamo i positivi? Le risorse messe a disposizione dal governo sono davvero tante, ma alle aziende e alle persone servono ora e non fra sei mesi. Fra una quindicina di giorni potremo verificare se ci sono state conseguenze”, conclude Giuseppe Remuzzi.

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