La reazione delle Banche Centrali Europee alla criptovaluta Libra

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Il mondo delle criptovalute è andato letteralmente in fermento il 18 giugno 2019, quando Facebook ha formalmente annunciato la sua nuova criptovaluta Libra

Libra – Il comunicato ufficiale del colosso fondato da Mark Zuckerberg non solo ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica il tema delle criptovalute, ma anche avuto un effetto positivo sulla loro quotazione.

Il Bitcoin è arrivato a raggiungere una quotazione intorno ai 13.000 dollari, la più alta da oltre un anno e mezzo, cioè da quando la criptovaluta aveva sfiorato quota 20.000 dollari alla fine del 2017. La possibilità di comprare criptovalute è tornata così in pochissimo tempo ad essere uno scenario interessante dopo un periodo di stagnazione. Se si guarda solamente agli ultimi dodici mesi, il guadagno realizzato è pari al 250%, un rendimento inavvicinabile per la maggior parte degli asset tradizionali. Nonostante la volatilità che da sempre caratterizza la criptovaluta e che rappresenta un fattore di rischio da valutare, per il Bitcoin sembrerebbe esserci una nuova fase di rush.

E la motivazione è ovviamente legata a doppio filo alla nuova criptovaluta di Facebook che – lo ricordiamo – è stata soltanto annunciata ed al momento è in fase di sviluppo. Il fatto che il celebre social network entri ufficialmente nell’universo delle criptovalute, è una sorta di legittimazione da parte del mondo mainstream, dopo che per anni le criptovalute sono state un metodo di pagamento alternativo. Se un’azienda come Facebook investe nelle criptovalute, è probabile che in futuro aumenteranno l’accettazione da parte del grande pubblico e soprattutto la fiducia nei confronti di questo metodo di pagamento.

Le caratteristiche di Libra

La nuova criptovaluta di Facebook ha sicuramente la possibilità di influenzare profondamente il modo di concepire le criptovalute stesse. Libra sarà lanciata ufficialmente nel corso del 2020 e sarà gestita dalla Libra Association, una organizzazione fondata da Facebook (attraverso la sussidiaria Calibra) e da altre 27 società partner di settori come la tecnologia, le telecomunicazioni, i pagamenti ed il no profit. Tra i nomi più famosi che attualmente rientrano nella Libra Association – i cui membri potrebbero diventare un centinaio nei prossimi anni – figurano colossi come Visa, Mastercard, PayPal, Vodafone, eBay, Uber, Spotify, ma anche importanti società di venture capital come Thrive e Andreessen Horowitz.libraSebbene venga considerata una criptovaluta a tutti gli effetti, Libra presenta caratteristiche molto diverse rispetto a Bitcoin o Ethereum: viene infatti classificata come “stablecoin”, ovvero si tratta di una criptovaluta legata a depositi bancari e altri asset reali. In questo modo, la nuova valuta digitale avrà un valore fisso, garantito dall’associazione, e non andrà incontro ai problemi di volatilità che hanno finora impedito la diffusione delle altre criptovalute nell’economia reale. Le monete di Libra verranno custodite in un apposito portafoglio gestito da Calibra, che sarà facilmente accessibile attraverso una app oppure tramite Messenger o WhatsApp.

Un’altra differenza consiste nel fatto che Libra sarà solo parzialmente decentralizzata – in gergo tecnico viene definita “permissioned”. Dal momento che alla blockchain potrà accedere soltanto che detiene i permessi, verranno eliminati i protocolli di sicurezza che tendono a rallentare le transazioni in Bitcoin. Questo si traduce in operazione più veloci, nell’ordine di massimo dieci secondi, grazie alla possibilità di gestire fino a 1000 transazioni al secondo.

Le reazioni delle banche centrali

Dopo l’annuncio da parte di Facebook della sua nuova criptovaluta, non si è fatta attendere la reazione della banche centrali americane ed europee. Le autorità di regolamentazione, infatti, hanno chiesto ulteriori dettagli e documenti tecnici per capire meglio le caratteristiche del progetto. Andrew Bailey, responsabile della Financial Conduct Authority britannica, ha dichiarato al comitato parlamentare competente a Londra che senza fornire maggiore informazioni non passeranno il processo di autorizzazione.

Facebook non ha comunque lavorato in opposizione agli organismi di controllo, anzi ha incontrato i rappresentanti delle banche centrali e della banca dei regolamenti internazionali (BRI), ovvero l’organismo che rappresenta la “banca delle banche centrali” e ne promuove la cooperazione. Attualmente l’aspetto più problematico è rappresentato dal cosiddetto accesso ai servizi da parte del singolo investitore attraverso la blockchain. Al momento si sa che è previsto un intermediario, nella fattispecie la società sussidiaria Calibra (ovvero il wallet), ma non è chiaro se sarà basato su conti correnti e come verrà collegato alla blockchain.

Per i puristi delle criptovalute, il fatto che per avere le autorizzazioni ad operare Libra rientrerà molto probabilmente all’interno di un sistema regolamentato rappresenta una forte criticità. In particolare, se così sarà, questa caratteristica fa venire meno lo scopo stesso di una criptovaluta basata su blockchain, che sostituisce il ruolo del controllore (le banche centrali) con un complesso processo di calcolo e crittografia. Ma forse questo alla maggior parte degli utenti fianli poco importa. Staremo a vedere.