1 Giugno 2021

Ragazzi pestati nei Quartieri Spagnoli: “Ma quale pipì?”

Si ringrazia lacittadisalerno.it per la foto.

Rissa

Ragazzi pestati nei Quartieri Spagnoli fanno chiarezza sull’accaduto della notte del 31 maggio: “Ma quale pipì? Volevano 150 euro di risarcimento per un vaso rotto”

RAGAZZI PESTATI – Uno dei ragazzi pestati nella notte del 31 maggio nei Quartieri Spagnoli, contattato da Fanpage.it, fa chiarezza sull’accaduto. Ma quale pipì? Non è vero niente” – dichiara il giovane che smentisce la versione della “punizione” per aver fatto pipì su un muro. Sulla base dei nuovi fatti, mentre il gruppo di amici, vittime dell’aggressione, stavano tornando a casa, una donna ha accusato uno di loro di aver rotto un vaso pretendendo 150 euro di risarcimenti. Così, al rifiuto dell’interessato, sarebbe scattata l’aggressione in un vicolo vicino.

“Ci hanno accusato di aver rotto un vaso, volevano 150 euro come risarcimento. Ci siamo rifiutati e ci hanno picchiato”. Ecco come è andata secondo Emanuele R., uno dei ragazzi pestati da una trentina di persone nella notte del 31 maggio nei Quartieri Spagnoli, nel centro di Napoli. La versione diffusa, invece, è che il gruppetto fosse stato “punito” per aver urinato su un muro. “Noi non avevamo fatto nulla. Mi sembrava un pretesto come per la truffa dello specchietto” – precisa ancora una volta il giovane.

La vicenda è quella già nota: due giovani barbaramente pestati in vico Lungo Gelso da un gruppo di persone e finiti in ospedale, Emanuele in prognosi riservata per politrauma e l’amico, Gennaro R., con trauma cranico e alla mano, prognosi di 7 giorni. Aperte le indagini nel tentativo di ricercare gli aggressori e di verificare la dinamica sulla base delle diverse versioni. A condurre gli accertamenti che seguiranno sono i carabinieri del dipartimento di Bagnoli.

Avevamo bevuto qualche bicchiere, è vero – spiega uno dei ragazzi pestati – ma io ero lì e ho visto che non l’aveva nemmeno toccato. La signora si è fatta dare 50 euro, ma ne voleva altri 100. Le ho detto che era un danno di poco conto, che non era il caso di farsi dare soldi da un ragazzo. Alla donna si sono aggiunti altri due o tre ragazzini. E, nel vicoletto stretto lì vicino, ci hanno raggiunti in 20 persone, tra i 20 e i 30 anni, e hanno iniziato a prendere a calci e a pugni i miei amici. Io mi trovavo alle spalle, ho cercato di difenderli ma mi hanno spinto a terra e uno mi ha fatto vedere un coltello. A quel punto siamo scappati”.

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