Pubblicità Motta: Borrelli chiede il ritiro della pubblicità



consigliere borrelli
Fonte: "TeleIschia"

Francesco Emilio Borrelli chiede il ritiro della pubblicità della nota marca di merendine

In questi giorni sta facendo parlare di se la nuova pubblicità dei Buondì Motta trasmessa sui canali televisivi italiani. Questa pubblicità, infatti, sembra ridicolizzare la musica napoletana al solo scopo di provocare ilarità ai telespettatori.

Per tale motivo, il conduttore di Radio Marte, Gianni Simioli, e l’assessore Francesco Emilio Borrelli, sempre presente quando si parla di questioni che ledono la città di Napoli, hanno deciso di commentare la vicenda attraverso i propri canali social.

“Abbiamo lanciato una campagna per invitare gli ascoltatori a consumare prodotti delle aziende del sud. Troviamo, infatti, profondamente stucchevole che la campagna pubblicitaria di un’azienda italiana diffonda una visione parodistica e offensiva della musica napoletana. Il nuovo spot del Buondì Motta è una pessima rappresentazione di una tradizione che ha scritto pagine indelebili della storia della musica mondiale. Sarebbe il caso che i creatori di questo scempio si vadano a documentare sul valore della canzone napoletana che, ancora oggi, rappresenta un patrimonio che il mondo ci invidia. Non è un caso che brani come “’O Sole mio” siano ancora oggi tra i più famosi nel mondo. Siamo stanchi di questi attacchi strumentali alla napoletanità. Per questa ragione, nella puntata di martedì, abbiamo invitato tutti i radioascoltatori a consumare prodotti delle aziende del Mezzogiorno”.

I due, infine, hanno deciso di concludere il messaggio con queste parole: “Risulta molto triste che un’azienda tenti di diffondere un proprio prodotto svilendo un prodotto che è simbolo della napoletanità. Quando si parla di “musica Napoli” c’è ben altro da proporre che una parodia neomelodica. Sarebbe dunque il caso di ritirare questo assurdo spot e di presentare delle scuse. Quei quindici secondi di non sono né simpatici né accattivanti, e non fanno ridere nessuno, se non chi aspettava un altro pretesto per gettare fango su tutto quello che è legato a Napoli”.

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