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Pompei, Gabriel Zuchtriegel è il nuovo direttore del Parco Archeologico

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Updated on 27 February 2021 10:15

Gabriel Zuchtriegel è il nuovo direttore del Parco Archeologico di Pompei dopo la più che positiva esperienza alla direzione del Parco di Paestum. Ma è polemica all’interno del consiglio scientifico…

Gabriel Zuchtriegel, archeologo italo-tedesco di 39 anni, è il nuovo direttore del Parco Archeologico di Pompei. Ad annunciarlo è stato il Ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha scelto il suo profilo nella terna indicatagli dalla commissione di concorso guidata da Marta Cartabia, neo Ministra della Giustizia. Alle spalle una formazione in archeologia classica, si è distinto negli ultimi anni alla guida del Parco archeologico di Paestum, di cui è stato direttore a partire dal 2015.

Per Zuchtriegel si tratta di un ritorno a Pompei. Nella Città Mariana, infatti, aveva lavorato nella squadra dell’ex direttore Massimo Osanna prima di vincere il concorso che lo ha poi portato alla direzione del Parco di Paestum.

Soddisfazione e, soprattutto, gratitudine nei confronti proprio del direttore uscente nelle parole che Franceschini ha utilizzato per salutare il nuovo corso. Con Osanna, Franceschini ha instaurato un forte sodalizio a partire dai tempi del Governo Renzi. “Pompei – ha dichiarato – è una storia di rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari. Un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno contribuito ai risultati straordinari e che sono motivo di orgoglio per l’Italia. Nel ringraziare il professor Osanna per il grande lavoro svolto in questi anni a Pompei faccio i più profondi auguri di buon lavoro a Gabriel Zuchtriegel che lascia un’esperienza estremamente positiva a Paestum per un lavoro entusiasmante: il più bel lavoro al mondo per un archeologo“.

Zuchtriegel alla guida del Parco Archeologico di Pompei: le prime polemiche

Alla notizia, però, si accompagnano i primi malumori. In particolare, è viva la polemica in seno al consiglio scientifico del Parco in seguito alle dimissioni di due dei quattro componenti: Irene Bragantini e Stefano De Caro. “Con decisione irrevocabile ed effetto immediato – si legge nella lettera inviata ad Osanna dai dimissionari – abbiamo deciso di dare le dimissioni. Con vivo disappunto, riteniamo non sussistano le condizioni minime per collaborare con il suo successore“. Motivo del malcontento sembrerebbe essere la giovane età di Zuchtriegel, considerato evidentemente di poca esperienza.

Dura e immediata la replica di Osanna, appena nominato Direttore Generale dei Musei del Mibact: “Francamente non capisco la polemica. Zuchtriegel ha un curriculum scientifico eccellente, a Paestum ha fatto benissimo e a Pompei assicurerà una gestione del sito in piena continuità con quanto fatto da me in questi ultimi anni per il grande progetto. Il fatto che Zuchtriegel abbia appena quarant’anni non penso possa essere un motivo per non ritenerlo all’altezza. Anzi, credo che sia un valore ed un grande segnale di apertura verso le nuove generazioni“.

Cultura come servizio per il territorio, prima che per il turismo

Analizzando l’operato di Zuchtriegel alla direzione dei siti di Paestum e Velia (gli scavi dell’antica città di Elea, casa dei pensatori Parmenide e Zenone), appare chiaro quale possa essere il programma per il Parco di Pompei. “Senza dubbio – affermava l’archeologo in un’intervista al Sole24Ore dello scorso settembre e che offre una sintesi del suo pensiero – l’archeologia può giocare un ruolo centrale, come anche l’arte e la cultura in genere. Tuttavia, il museo del futuro non parte da una vocazione turistica, nella mia visione. Parte invece da una visione territoriale e di servizio pubblico per la comunità. Prima di attirare turisti da tutto il mondo, che per fortuna a Paestum vengono, a Velia un po’ meno, dobbiamo far sentire la gente del posto parte di un progetto comune“.

Territorialità e partecipazione della comunità anche in tema di raccolta fondi: “Nella stessa ottica – aggiungeva Zuchtriegel – abbiamo lavorato per il fundraising. Ho sempre detto, un euro da un’azienda del posto, come per esempio D’Amico a Pontecagnano che ci ha dato 100mila euro per un progetto di monitoraggio sismico sul tempio di Nettuno, vale dieci volte un euro che ci dà una grande banca o azienda del Nord, perché è espressione del territorio e fa nascere un rapporto durativo. Per fortuna, nella Camera di commercio di Salerno, presieduta da Andrea Prete, abbiamo trovato un validissimo partner che ci ha sempre supportato in questo percorso“.

La vocazione turistica di Pompei

Difficile, però, mettere in ombra la vocazione turistica di Pompei. Come specificato da Osanna, il Parco (dati pre-pandemia) accoglie circa 4 milioni di visitatori l’anno da tutto il mondo. La strada sembra essere, dunque, quella di integrare il ruolo della città (e dei cittadini) all’interno di un percorso culturale che, però, resta di inclinazione principalmente turistica. Affinché ciò accada è necessario, tuttavia, che la comunità si senta parte del patrimonio culturale che si intende promuovere. Per farlo, i cittadini devono vivere il Parco e il Parco deve attirare i cittadini. E Zuchtriegel, questo, lo sa bene.

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