Polimeni, ecco il nuovo commissario della Sanità campana

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Il nuovo commissario della sanità campana è Joseph Polimeni, sub –  commissario Claudio D’Amario. Ecco i profili delle nomine

 Joseph Polimeni, è un toscano, ma con doppia cittadinanza in quanto nato a New York nel 1969. Era direttore generale della Asl di Lucca prima dell’avvenuta nomina, venerdì, in Consiglio dei Ministri.

Sarà suo “compagno d’avventura” Claudio D’Amario, direttore generale della Asl di Pescara, considerato vicino al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

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Come chiesto dal Presidente De Luca, sicuramente i nomi rappresentano una discontinuità con il passato.

Per Polimeni i problemi da affrontare e i nodi da sciogliere sono molteplici; la Sanità in Campania è commissariata dal 2007 per il piano di rientro dal deficit, che aveva raggiunto la cifra record di oltre 8 miliardi di euro. Situazione che ha prodotto, tra le altre cose, il blocco totale del turn over del personale, i tagli alla spesa farmaceutica, l’aumento dei ticket sui farmaci e per finire l’elevazione ai livelli massimi della tassazione locale su Irap e Irpef. Un commissariamento che ha visto la stagione dei tagli di Caldoro per poi passare all’azione riformatrice di De Luca, con l’esigenza del rilancio dell’assistenza finita ai livelli minimi nella comparazione degli standard nazionali.

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I punti da affrontare si sono accumulati negli anni e sono diventati molteplici a partire dal Piano ospedaliero, dagli atti aziendali di Asl e ospedali, al riordino dei dipartimenti, primari e dirigenti da assegnare a una o l’altra unità operativa, per passare allo sblocco del turn-over, e alla stabilizzazione dei precari e riordino dei servizi per i nuovi turni di lavoro, per finire alla riforma del 118 e la realizzazione delle reti dell’emergenza, fino all’attuazione delle Unità complesse di cure primarie sul territorio.

All’agenda del commissario si aggiungerà, senza dubbio, anche il nodo degli atti aziendali in attuazione del Piano ospedaliero (Decreto n. 49 del 2010) congelati dalla giunta Caldoro prima delle elezioni e rimasti ancora inattuati, ma necessari per procedere alla riorganizzazione dei servizi in base agli standard ospedalieri della Legge Balduzzi e la cui inadempienza è già finita nel mirino della Corte dei conti con l’ipotesi di danno erariale per 10 milioni di euro. Ma l’elenco dei disservizi è lungo, passando, ad esempio, per la rete dei punti-nascita e delle terapie intensive neonatali.

Protagonista nelle ultime settimane, proprio su controlli e criteri di scelta dei direttori generali, Il governatore Vincenzo De Luca, con l’approvazione della nuova legge regionale di riforma sanitaria licenziata nei giorni scorsi dal Consiglio regionale. La norma ha dato il via libera a un Servizio ispettivo centrale sanitario e socio-sanitario, alla semplificazione dell’iter di nomina dei manager di Asl e ospedali e liquida l’Arsan, organo tecnico dell’assessorato ritenuto inutile e dispendioso dallo stesso De Luca.

Il Presidente De Luca pone un imperativo categorico su tutta la questione, cioè “tempi certi”.

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De Luca

Ha affidato ad un comunicato la sua opinione su tutta la vicenda dichiarando: “La sfida di fronte a noi è difficile, il nuovo commissario risponde pienamente alle esigenze poste dalla Regione Campania. E’ giusto ricordare che siamo l’ultima regione italiana per i Lea, ultima per le liste d’attesa (fino a 270 giorni per una mammografia), ultima per qualità dell’assistenza con la vergogna dei tetti di spesa che lasciano ogni anno per quattro mesi privi di assistenza migliaia di nostri concittadini. Occorre organizzare in maniera seria la medicina sui territori, occorre costruire le reti dell’emergenza-urgenza, occorre cancellare le immagini delle barelle nei corridoi degli ospedali, ed è necessario ristabilire rapporti civili tra istituzione e strutture private convenzionate. Permane lo scandalo di strutture convenzionate che lavorano senza contratto con le Asl: ancora oggi, a fine 2015, non ci sono contratti. Occorre rivedere e riprogrammare prestazioni e tariffe, garantire ai disabili le risorse necessarie, far decollare i programmi per la fecondazione assistita e cancellare la vergogna di una mobilità passiva che sfiora i 300 milioni di euro. Occorre realizzare la piena integrazione delle strutture universitarie nella rete dell’emergenza. Occorre rivedere a fondo il sistema delle forniture e dei servizi introducendo in Soresa elementi di efficienza e trasparenza come abbiamo cominciato a fare. Lavoreremo nei prossimi giorni per avere incontri con strutture pubbliche e private in maniera tale da far partire da gennaio e in maniera seria, la programmazione. Procederemo quanto prima alla scelta dei direttori generali sulla base dei nuovi criteri approvati dalla Regione superando presenze, in funzione dirigenziale, di persone totalmente non qualificate”.