Pizza patrimonio dell’umanità: L’UNESCO premia la cultura partenopea

pizza patrimonio

La pizza è diventata finalmente Patrimonio dell’Umanità. In Corea del Sud l’Unesco annuncia l’inserimento nella lista elogiando la cultura partenopea

Pizza Patrimonio dell’Umanità – Un traguardo tanto atteso quello che ha portato la nostra pizza ed essere Patrimonio dell’Umanità.

E’ proprio il profilo ufficiale dell’Unesco a confermare e congratularsi con l’Italia (ma soprattutto con ‘the art of Neapolitan Pizzaiuolo’).

Evidentemente l’amore globale per la nostra pizza è stato così travolgente che il consiglio dell’Unesco, riunito in Corea del Sud, ha dato voto unanime a favore della tradizione dei pizzaiuoli napoletani.

Dunque, l’arte del pizzaiuolo napoletano e della pizza sono riconosiuti come patrimoni immateriali di tutti nel mondo.

Le motivazioni che hanno spinto al voto favorevole sono queste:

“Il know how culinario legato alla produzione della pizza, comprendente gesti, canzoni, espressioni visive, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, di esibirsi e condividere, è un indiscutibile patrimonio culturale”

Ma chi dobbiamo ringraziare se la pizza è diventata un patrimonio?

Se tutto questo è stato possibile, dobbiamo ringraziare chi ha lavorato in sordina, lontano dalle poltrone e dai grandi palcoscenici politici.

Oggi invece i “grandi” personaggi politici “lottano” per accaparrarsi i meriti di questa iniziativa.

Maurizio Martina, dichiara: “Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre piu’ tutelata nel mondo” (con tanto di retweet di Matteo Renzi).

Ma il grande merito deve essere invece dato a un “lottatore” delle tradizioni napoletane:

Alfonso Pecoraro Scanio, che da anni si batte per la “nostranità” nel mondo.

E se oggi, le quasi 192 milioni di pizze nel mondo che vengono sfornate ogni giorno, sono diventate il cinquantottesimo riconoscimento UNESCO all’Italia, lo dobbiamo essenzialmente alla sua lotta decennale nella difesa della cultura italiana e partenopea in particolare.

Non a caso è proprio Alfonso Pecoraro Scanio, il promotore della World Petition #pizzaUnesco che, con oltre 2 milioni di sottoscrizioni mondiali, ha sostenuto la candidatura italiana verso la vittoria finale:

“Il riconoscimento dell’Arte del pizzaiuolo napoletano nella prestigiosa Lista del Patrimonio immateriale dell’UNESCO è la riaffermazione di una tradizione storica che per il nostro Paese rappresenta, da secoli, un vero elemento d’unione culturale. Sono veramente entusiasta del risultato ottenuto perché, seppur la candidatura fosse forte e credibile, si tratta di un successo affatto scontato ma perseguito dopo anni di intensa attività e dedizione, al fine di poter garantire la valutazione positiva da parte del Comitato UNESCO. L’Arte del pizzaiuolo napoletano è un patrimonio di conoscenze artigianali uniche tramandato di padre in figlio, elemento identitario della cultura e del popolo partenopeo che ancora oggi opera in stretta continuità con la tradizione. Dedico questa vittoria agli amici pizzaiuoli, alla loro arte e alla loro creatività, al loro cuore e alla loro passione, alla città di Napoli, ai napoletani, all’Italia”