Pasquetta “killer” sul Vesuvio: quando il buon senso va a farsi benedire

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Il maltempo non ha spaventato chi a Pasquetta aveva programmato la classica scampagnata sul Vesuvio, ancora una volta deturpato da rifiuti e tovaglie. Anche quest’anno in Campania il bilancio è stato drastico e a pagarne le spese sono stati come sempre le aree verdi e i parchi cittadini.

La scampagnata sul Vesuvio

Pioggia e maltempo sono ormai una costante del lunedì d’albis, così come è abitudine di migliaia di famiglie italiane organizzare la classica “scampagnata di Pasquetta” sui monti per festeggiare in compagnia di amici e parenti.

Un bicchiere di troppo, l’euforia generale, magari anche un improvviso acquazzone e la frittata è fatta: in tanti ieri hanno dimenticato cosa significhi essere persone civili, abbandonando nelle aree verdi rifiuti di ogni genere: bicchieri e piatti di plastica, fazzolettini di carta, scarti di cibo, tovaglie.

Ecco dunque che le distese di verde sul Vesuvio si sono trasformate nel giro di poche ore in “mini discariche” a cielo aperto, consegnando alla città e all’Italia intera centinaia di immagini che devono far riflettere su quanto l’uomo sia in grado di distruggere con le sue stesse mani ciò che la natura gli ha offerto.

Il post su Facebook del sindaco di Ercolano

Non ci sta Ciro Bonajiuto, primo cittadino di Ercolano, che ha così commentato l’accaduto sulla sua pagina Facebook personale:

“RABBIA, SCHIFO E DOLORE. Questo è lo schifo che alcuni barbari hanno lasciato lungo la strada del Vesuvio nella pineta poco più su della Siesta. Nonostante le campagne di sensibilizzazione e i controlli di volontari e forze dell’ordine, c’è ancora gente che in una giornata di festa come quella di oggi se ne fotte del prossimo e dell’ambiente che ci circonda – scrive il sindaco amareggiato per quanto accaduto anche quest’anno, ma consegnando un’importante notizia ai suoi cittadini – da alcune immagini riprese nella zona e da alcuni controlli, in quel punto hanno bivaccato due gruppi di persone giunte lì a bordo di tre auto e due scooter da cui sono stati individuati i numeri di targa. Mi auguro che si riesca a risalire ai responsabili di questo scempio e a punirli come meritano. Queste immagini fanno tanta rabbia e tantissimo dolore.”