Paolo Pietropaolo si giustifica: “Ho fatto una cazzata”

Paolo Pietropaolo

Paolo Pietropaolo, le prime dichiarazioni dopo il folle gesto nei confronti della compagna Carla Ilenia Caiazzo.

 Pozzuoli. Paolo Pietropaolo ha sempre condotto una vita fatta di eccessi, grazie solamente al nome che porta, quello di una famiglia, tra le più note di tutta l’area flegrea. Poche ore è durata la sua fuga a bordo della Nissan. Era diretto verso il Lazio, dopo aver ridotto in fin di vita la sua compagna Carla Ilenia Caiazzo. Finisce schiantato in un guard rail nei pressi del ponte sul Garigliano.

Paolo Pietropaolo

Pietropalo quasi scherzava riguardo la sua vita fuori dagli schemi. Lo attestano, infatti, alcune sue affermazioni sui social network . Aveva scritto sul profilo Facebook personale: «Orgoglioso di essere un disadattato di questa società, vuol dire che non mi sono mai piegato agli schemi, a non essere mai sceso a compromessi». E ancora: «Aggiungiamo anche frustrato, ma non voglio un posto di lavoro, svegliarmi sempre nello stesso luogo, con la stessa gente».

Fa orrore vedere la macchia nera presente sull’asfalto appena fuori l’entrata del parco residenziale in via Vecchia delle Vigne a Pozzuoli. Lì si è consumata la tragedia: preso da un impeto di gelosia, Pietropaolo ha dato fuoco alla sua compagna (in attesa della figlia) lanciandole contro una bottiglietta di alcool. Una scena di una violenza inaudita, fatta quasi con una freddezza disarmante.

Paolo e Carla si conoscevano da 20 anni. Lei, in un modo o in un altro, cercava di stare dietro alle follie di lui, un bel ragazzo, senza problemi economici, che giocava a fare il tipo maledetto. Lo distinguevano  un tatuaggio sul petto, l’amore per Ibiza e le feste pazze e i tentativi, quasi sempre vani, di avere un’attività in autonomia come quella per la rivendita di sigarette elettroniche nel centro di Pozzuoli, poi chiusa circa un anno fa. Poi, la maledizione della droga,  le successive segnalazioni dai carabinieri quando lo hanno trovato in possesso di dosi per uso personale. Carla e Paolo si erano messi e lasciati mille volte. L’amica Doriana D’Angelo ora dice: «Lui lo conosciamo tutti, è stato sempre uno psicopatico». E Claudio Manna: «Purtroppo era anche amico mio. Come Carla, bravissima ragazza e amica». A Formia, nella stazione dei carabinieri, Paolo viene sentito in serata. Ha chiamato il suo avvocato Gennaro Razzino, che è arrivato da Napoli.

Ai carabinieri Paolo ha detto: «Ho fatto una cazzata, ho cercato di uccidere la mia compagna» prima di scoppiare a piangere. Ha cercato di spiegare che la gelosia per aver scoperto di un altro uomo l’aveva reso folle. I carabinieri hanno sentito anche i parenti di Pietropaolo, il fratello Domenico e la madre Giuseppina, ai quali sono stati chiesti i particolari della relazione con Carla, informazioni sui litigi e sulle possibili cause di un gesto di tale entità.

Poco prima delle dieci di sera, Paolo viene portato nel carcere di Cassino, fermato per tentato omicidio.

Sono in corso ancora indagini per trovare il vero movente che ha spinto Paolo Pietropaolo a compiere un gesto cosi estremo.