8 Marzo 2026

Orrore a Giugliano: trascina la compagna fuori dalla discoteca e la massacra di botte

Notte di terrore all'esterno di un locale nel Napoletano: una 35enne picchiata brutalmente dal compagno. La vittima rompe il silenzio dopo due anni di abusi: "Temevo per mio figlio".

foto di repertorio

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Orrore a Giugliano – Una serata che doveva essere di svago si è trasformata in un incubo a Giugliano, in provincia di Napoli. Un uomo di 42 anni è stato tratto in arresto dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali dopo aver aggredito brutalmente la compagna all’esterno di un noto locale notturno della zona.

Orrore a Giugliano, l’aggressione:

La violenza è esplosa con una ferocia inaudita sotto gli occhi dei presenti. L’uomo ha afferrato la convivente, una donna di 35 anni, per i capelli, trascinandola con forza fuori dalla discoteca. Una volta in strada, la furia non si è placata: la vittima è stata colpita ripetutamente con calci e pugni.

Approfittando di un momento di distrazione dell’aggressore, la donna è riuscita a divincolarsi e a chiedere aiuto ai militari dell’Arma, impegnati in un servizio di controllo del territorio poco distante. I Carabinieri sono intervenuti immediatamente, bloccando l’uomo prima che la situazione potesse avere esiti ancora più drammatici.

Due anni di silenzi e terrore

Ai militari, la 35enne ha affidato un racconto agghiacciante. Le violenze, secondo la sua testimonianza, andavano avanti da circa due anni, intensificandosi quasi sistematicamente durante i fine settimana. Nonostante il clima di terrore, la donna non aveva mai sporto denuncia in precedenza, frenata dalla paura delle ritorsioni.

Questa volta, però, la gravità dell’aggressione ha spezzato il muro del silenzio: “Temevo per la mia vita e per quella di mio figlio”, ha dichiarato tra le lacrime ai soccorritori.

I provvedimenti

La vittima è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove si trova attualmente ricoverata in osservazione per le lesioni riportate. Per il 42enne, invece, si sono spalancate le porte del carcere: l’uomo resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del rito di convalida.

L’episodio, avvenuto proprio a ridosso delle celebrazioni per l’8 marzo, sottolinea quanto la strada per l’eradicazione della violenza di genere sia ancora lunga e quanto sia fondamentale il supporto delle forze dell’ordine e della rete di protezione per chi decide di denunciare.

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