Ordinanza De Luca, il centro sociale non ci sta: “abuso di potere”

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Fonte Fb De Luca

Dopo l’ordinanza numero 15 del Presidente della Regione Campania, il centro sociale dell’Ex OPG Occupato tuona: “De Luca sta abusando del suo potere”

Martin Luther King è stato un paladino dei diritti fondamentali, un eroe delle libertà ammirato in tutto il mondo. Con i suoi interventi, le sue attività di protesta, i suoi discorsi struggenti ha dato voce, non solo alla comunità afroamericana, ma a tutti i cittadini del mondo che versavano in stato di vessazione. Ancora oggi il pastore viene citato da chiunque lotta e si batte per un pezzo sempre maggiore di libertà. E tra le tante frasi diventate celebri ce n’è una, spesso inflazionata, ma altrettanto spesso dimenticata: “La mia libertà finisce dove comincia la vostra“. E con l’emergenza coronavirus (dopo i decreti del Governo e, in particolare, l’ultima ordinanza di De Luca) diventa ancora una volta attuale.

Ex OPG Occupato: “De Luca sta abusando del suo potere. Non dice nulla sulle fabbriche che sono aperte”

Non tutti, infatti, hanno preso bene l’iniziativa del Presidente De Luca di rafforzare le misure di cautela per arginare la diffusione del Covid-19. Ne è un esempio il centro sociale dell’Ex OPG Occupato, cassa di risonanza del partito Potere al Popolo, che in un lungo post sulla propria pagina Facebook ha tuonato contro il Governatore. “De Luca – si legge – sta abusando del suo potere. De Luca sta facendo campagna elettorale sulla paura. Dopo aver distrutto la sanità pubblica – è lui che ha chiuso tutti gli ospedali di Napoli, dal San Gennaro all’Ascalesi, tagliando posti letto e terapie intensive per regalare soldi ai privati! – ora sta contribuendo ad impanicare la gente per legittimare misure sempre più repressive. E rappresentarsi così come l’uomo forte, il Salvini del Sud“.

Nel mirino l’ordinanza numero 15 del 13 marzo scorso, con la quale De Luca ha inteso rafforzare le misure prese dal Governo. Secondo quest’ordinanza, infatti, chiunque venga sorpreso a circolare senza alcun valido motivo certificato – oltre alle disposizioni governative in merito – verrà sanzionato con una multa e obbligato a 14 giorni di quarantena: “Oggi tira fuori un’ordinanza che va ben oltre quella del Governo“.

De Luca: “Concorsi svolti per rafforzare sanità e pubbliche amministrazioni. Prese tutte le precauzioni”

E dalla critica oggettiva alla polemica ideologica – come consuetudine trasversale a tutto il mondo politico nostrano – il passo è breve. “Non dice nulla – si legge – sul fatto che le fabbriche sono aperte, mentre ha fatto svolgere un concorso con centinaia di partecipanti tutti insieme“. Dal canto suo, De Luca si era espresso qualche settimana fa sulla necessità del lavoro industriale per non far mancare, in questo momento delicato, gli approvvigionamenti necessari. Una carenza che andrebbe a compromettere ulteriormente la situazione regionale.

Veniva ribadita dallo stesso De Luca anche la necessità di portare a termine i concorsi proprio per rafforzare enti sanitari e pubbliche amministrazioni in modo da renderli idonei ad affrontare la crisi sanitaria imminente. “Abbiamo adottato – aveva detto il Governatore – tutte le misure necessarie: abbiamo distanziato i banchi, abbiamo collocato distributori di disinfettante. A maggior ragione stiamo mandando avanti i concorsi che riguardano l’aera sanitaria. La nostra linea: Nessun panico ma estremo rigore e attenzione“.

Partite subito le assunzioni in sanità dopo 10 anni di commissariamento

I 5 anni di Vincenzo De Luca alla guida della Regione Campania, in particolare sul tema della sanità, non sono stati semplici. I 10 anni di commissariamento, eredità di gestioni precedenti, hanno portato via 13.500 lavoratori dal comparto sanitario regionale, mentre nel riparto del fondo nazionale sanitario la Campania è stata per anni la Regione che ha ricevuto la quota più bassa. Da pochi mesi la regione è uscita dal commissariamento e sono subito partiti concorsi e assunzioni. Ci vorranno, però, i tempi necessari per rinfoltire il sistema sanitario regionale. Pertanto, le misure ulteriormente restrittive derivano proprio dalla consapevolezza di non essere ancora all’altezza di poter fronteggiare un livello di emergenza come quello che si è verificato in Lombardia, in Veneto o in Emilia-Romagna.

Ancora Martin Luther King diceva: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla“.

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