“Noninvano”. Napoli, una città che dimentica



Noninvano

Viene rimossa da Piazza del Plebiscito la mostra fotografica “Noninvano”, realizzata per ricordare le vittime innocenti della camorra

Un duro colpo per Napoli. La mostra fotograficaNoninvano“, promossa dalla Fondazione Polis della Regione Campania, è stata “sfrattata” dal suo luogo simbolo, Piazza del Plebiscito. I volti sorridenti delle vittime innocenti della camorra vengono sottratti all’occhio curioso dei turisti e dei napoletani stessi, che si soffermavano ad osservarli. L’indignazione scuote l’opinione pubblica e le famiglie delle vittime. Paolo Siani, presidente dell’Associazione Polis e  fratello del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985, si dichiara addolorato e afferma che queste morti innocenti non si possano cancellare. Stesso sconcerto per Pasquale Scherillo, referente di Libera sport e presidente dell’Associazione dedicata al fratello Dario, ucciso per errore nel 2004, che ritiene fondamentale la presenza di queste foto, affinché anche chi non conosce possa provare a comprendere un mondo apparentemente lontano.

Partecipa al risentimento generale anche Veronica Montanino, figlia di Gaetano, guardia giurata freddata in piazza Mercato il 4 agosto 2009. Veronica crede “nell’arma pacifica dell’informazione, dell’arte e della Memoria” e quei volti non potevano che rappresentare “una ricchezza per una città difficile e dalla memoria corta“. Disappunto per una scelta non condivisa. Le gigantografie del progetto di sensibilizzazione “Noninvano”aspettano di trovare al più presto una nuova casa.

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