13 Gennaio 2022

New York Times: Napoli è tra le migliori 52 città per la lotta al cambiamento climatico

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Il New York Times indica Napoli tra le 52 città più virtuose sul contrasto al cambiamento climatico. Menzione particolare per la comunità energetica di San Giovanni a Teduccio

Ancora elogi per Napoli dalla stampa internazionale. Dopo l’endorsement su Capodimonte da parte di Cnn Travel, infatti, il New York Times menziona la città e la inserisce fra le 52 città internazionali (le altre italiane sono Chioggia e Courmayeur) più virtuose per un “Mondo che cambia”. Il riferimento è alla lotta al cambiamento climatico e a quei luoghi del pianeta che affrontano l’emergenza in modo concreto, impegnandosi con soluzioni e pratiche sostenibili. Il quotidiano newyorkese, dunque, vi ha dedicato una particolare galleria.

L’articolo in questione, è dell’italiana Anna Momigliano, milanese, e inizia proprio col famoso detto “Vedi Napoli e poi muori”. L’elenco dei luoghi tocca tutto il globo: dalla Scozia al Messico, passando per il Portogallo, l’Argentina, le Bahamas. E il capoluogo partenopeo figura tra le aree da non perdere.

Proprio l’emergenza climatica, tuttavia, vede in Napoli una delle città maggiormente a rischio. Secondo una ricerca recente, infatti, la città (la più densamente popolata d’Europa) andrà incontro a 55 giorni di calore estremo all’anno entro il 2049 e 93 entro il 2081. Per far fronte alla crisi ambientale, però, la città è in prima linea e l’esempio citato dal New York Times viene dalla periferia di San Giovanni a Teduccio: qui, infatti, è nata una vera e propria comunità di energia equa per fornire elettricità pulita. Si tratta del progetto ideato e seguito da Legambiente in compartecipazione con Fondazione con il Sud e che ha per protagonista la Fondazione Famiglia di Maria, presieduta da Anna Riccardi.

Per il New York Times, Napoli è fra le città modello per la lotta ai cambiamenti climatici: la comunità energetica di San Giovanni

Sul tetto dell’edificio che ospita i locali della comunità sono installati 166 pannelli solari, la cui energia prodotta è distribuita tra quaranta famiglie in difficoltà nei dintorni. Come incentivo all’adesione, queste otterranno un bonus in bolletta alla fine dell’anno. L’iniziativa ha coinvolto in prima persona cittadini, adulti ma anche bambini. L’esempio fra i tanti è quello del piccolo Gennaro Dragone, 11 anni, che è stato nominato alfiere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella per la sua spiccata sensibilità ambientale. Sensibilità che lo ha spinto a distinguersi come testimonial del progetto, convincendo gli abitanti del quartiere ad aderirvi.

Il New York Times non è il primo sguardo internazionale a posarsi sul progetto di San Giovanni a Teduccio. Lo scorso luglio, infatti, durante il G20 della transizione ecologica tenutosi proprio a Napoli, tra i primi visitatori della Fondazione Famiglia di Maria e dei suoi pannelli solari, c’è stato Michael Regan, Direttore dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti, che ne rimase molto colpito e lo indicò al Presidente Biden come esempio da seguire nelle periferie americane.

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