27 Maggio 2026

Napoli Conte, addio tra emozioni e veleni

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NAPOLI CONTE, ADDIO TRA EMOZIONI E VELENI

Un matrimonio che non sembrava possibile. Per motivazioni di carattere economico in primis. Anche caratteriale, ammettiamolo. E presumibilmente ambientale. Perché Antonio Conte ha sempre incarnato l’animo della Juventus. Il nemico per eccellenza. L’elemento organico all’ambiente del club più titolato d’Italia. Con mentalità bonipertiana ben definita. E dunque in contrapposizione all’ideale di onestà intellettuale, di purezza e di autenticità – o presunte tali – tanto decantate dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Un sodalizio sulla carta impossibile dopo lo Scudetto conquistato dal collettivo di Luciano Spalletti. Il 4-3-3 è il dogma dal quale ripartire, dicevamo. Pertanto ai nastri di partenza con un modus operandi in antitesi all’identità acquisita sul campo da un decennio, anche in Europa.

Il calcio non è una scienza esatta. È l’arte di comprimere la storia universale in novanta minuti. E allora gli slogan, le motivazioni in evidenza dopo l’annata straordinariamente negativa. L’uomo giusto al momento opportuno. La figura potente di esperienza al comando. Come la storia italica purtroppo ci insegna. Per compattare uno spogliatoio attratto dalla forza centrifuga. Che spingeva lontano dal ‘Maradona’.

Napoli Conte, cosa resta nell’archivio storico

L’habitat ideale per chi intende ricostruire (meglio ancora un impegno settimanale) con la ‘cultura del lavoro’. Con metodi che evidentemente alcuni calciatori non apprezzano. Ma in pochi fiatano quando arrivano i risultati. Anche quelli di misura, con baricentro basso e Lukaku ad aprire spazi per i gli assaltatori mortiferi del campionato. La migliore difesa d’Europa e un attacco poco produttivo. Ma funzionale alle direttive di chi dirige i lavori. Che decide di restare dopo la parata in pompa magna sul Lungomare e le promesse estive. Squadra già pronta a Dimaro. Tempi record e valutazioni sovrastimate dei cartellini, ma interpreti silurati anche per questioni caratteriali. Questione di feeling e di affermazioni che nemmeno il Riopan sarebbe capace di metabolizzare.

Dubbi sull’Inter, il Napoli è chiamato a recitare il ruolo da protagonista. Si cambia modo di stare in campo. Lukaku si fa male e si avvia anzitempo verso il finale di carriera. Hojlund arriva di corsa (plauso a Manna e alla società) e non si ferma mai. Snaturandosi per eseguire le consegne. Soffrendo notevolmente il palleggio orizzontale dei Fab Four. Stagione positiva per la Supercoppa, il ritorno in Champions League e la piazza d’onore. Bussola in tasca e nave in porto, considerando le avversità anche del mercato a saldo zero. Che impone valutazioni, sacrifici e un iter anticipato sulla tabella di marcia. Conte ha il grande merito di aver modificato tanti sistemi di gioco come un sarto che cuce l’abito ideale, in rapporto al materiale a sua disposizione.

Le divergenze e le visioni differenti sul futuro

Nella narrazione si aggiungano anche dubbi e perplessità. Salvo poche apparizioni (in Arabia e fine ’25-inizio ’26) con Neres in campo, il Napoli di questa stagione ha smarrito le prerogative di una squadra di Conte (a maggior ragione al secondo anno).

L’addio del mister era prevedibile, come raccontiamo da mesi. Ci sono motivazioni di campo, di prospettive differenti sul progetto tecnico futuro (sebbene nella conferenza finale si dica altro…), necessità di abbassare il tetto ingaggi e ringiovanire la squadra. Agli aspetti di cui sopra si includano la gestione della rosa, il pessimo cammino Champions (il play off mancato è un danno economico), gli infortuni (non alibi) decisamente sopra la media del campionato (per le richieste tattiche e la rosa over 30?) e delle passate esperienze del mister. Ringraziamenti, giusto tributo (romantico come al fischio finale vs Udinese) e stima. Così come l’amicizia, che resta tale. Ma anche la consapevolezza che le storie d’amore possano finire se non c’è la stessa visione dell’avvenire. (qui le ultime sui ritiri). Sebbene ci siano stati intensi e meravigliosi attimi di passione e coinvolgimento emotivo.

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