Napoli, 7 gol subiti in 180 minuti: così non va

Napoli
Foto la Repubblica

Quello che doveva essere il punto di forza del Napoli 2019/2020 si è rivelato essere, in realtà, il punto debole. Sette gol subiti in due partite, complici un Koulibaly fuori forma e un filtro a centrocampo assente

Il campanello d’allarme era suonato già una settimana fa, quando il Napoli aveva battuto in rimonta la Fiorentina all’Artemio Franchi per 4-3. Troppi i tre gol subiti per una difesa che si annunciava essere tra le più forti d’Europa e preoccupante la facilità con cui gli attaccanti avversari arrivavano in area di rigore. Ieri è arrivata anche la sconfitta all’Allianz Stadium in un rocambolesco quanto beffardo 4-3. Una sconfitta che porta con sé tanti dubbi e offre a Carlo Ancelotti alcuni spunti su cui lavorare.

Koulibaly fuori forma

Se la fase offensiva resta impeccabile, è dunque quella difensiva che necessita di repentini aggiustamenti. Innanzitutto, è fondamentale che Kalidou Koulibaly ritrovi la forma migliore. Il senegalese è apparso troppo lento per i suoi standard e a tratti disattento. Sfortunata la svirgolata allo scadere che ha portato il Napoli alla sconfitta, ma è l’emblema di una forma che va ritrovata. Vanno registrati, inoltre, i movimenti difensivi e l’intesa col nuovo compagno di reparto dato che i due centrali si allenano insieme da appena tre settimane.

Il filtro a centrocampo

Un’altra perplessità che questa sconfitta porta con sé è il modulo con i due mediani e gli uomini scelti per interpretarlo. Ancelotti, infatti, ha deciso di puntare tutto sul 4-2-3-1 per esaltare le doti di Insigne. Ma se Allan è bravissimo a fare filtro in mezzo al campo, non si può dire lo stesso per Piotr Zieliński, apparso notevolmente spaesato nel nuovo ruolo. Il polacco nasce trequartista e seconda punta, trasformato poi negli anni in una micidiale mezzala offensiva. Le qualità in fase di copertura e marcatura gli mancano ed è stato reso evidente dalla facilità con cui gli avversari, sia a Firenze che ha Torino, hanno bucato la squadra per vie centrali.

Il Napoli senza Albiol

Infine, serpeggia tra i tifosi del Napoli, almeno tra quelli più pessimisti, un dubbio di ben altra natura: quello di aver sottovalutato la partenza di Raúl Albiol. Lo spagnolo ha diretto la difesa partenopea per sei anni e con Koulibaly aveva sviluppato un’intesa perfetta. Anche grazie a lui il senegalese è cresciuto notevolmente sotto il profilo della disciplina tattica. Manolas è, al contrario di Albiol, un marcatore puro, molto simile a Kalidou ed è necessario che i due trovino al più presto l’intesa giusta.

Si tratta, comunque, solo della seconda giornata e il campionato è ancora lungo. Resta, in ogni caso, il rammarico per aver buttato via il primo scontro diretto.

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