La Borsa Verde 3.0. A Ischia torna il baratto

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A Ischia il baratto torna di moda. Artigiani, maestre e carabinieri si mettono alla prova: coltivano il proprio orto e ne scambiano i prodotti

“APERTA LA STAGIONE DEL BARATTO – Se coltivate un piccolo orto o un giardino, se allevate galline, papere e tacchinelle; se siete “i Masti” della lievitazione, della fermentazione e della germogliazione; se per voi, preparare yogurt, lievito madre, germogli, pane speciale, torte e marmellate è un piacere. Siete pronti a BARATTARLI con altri prodotti?”

Recita così la descrizione di benvenuto ai nuovi membri di questo gruppo. La Borsa Verde 3.0 è un progetto ideato dall’isolana Luciana Morgera nel 2014. Potrebbe sembrare un banale gruppo di scambio, invece, l’iniziativa è un vero e proprio “esperimento sociale”. Architetti, maestre o commercianti ischitani si mettono alla prova per produrre da soli il proprio cibo. Alcuni contadini, poi, spiegano tecniche di coltivazione, e ricette per la conservazione dei cibi, in cambio, ad esempio, di un piccolo aiuto nei campi. Insomma, tutti mettono a disposizione degli altri il proprio sapere in cambio di qualcosa. 

Lo scopo quindi è quello creare legami, permettere alla gente di relazionarsi in modo differente e, contemporaneamente, fare del bene al proprio corpo e al portafogli. Il baratto non è più un misero scambio di oggetti, ma si trasforma in esperienza e condivisione. É un flashback sulle tradizioni, sulle esperienze sensoriali, che giorno dopo giorno, sembrano essere sempre più distanti da noi. Lo scambio diventa un tentativo di contatto e conoscenza di se stessi e delle proprie capacità.

Barattare è divertente, farlo con passione ancora di più.

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Sarei Acciaio, se fossi un materiale, intendo. Se potessi scegliere quale, sarei acciaio inox, brillante luminoso e resistente - anche alla corrosione - che, seppur non avanguardista come il corten, è sempre adatto, in ogni occasione. Invece sono una semplice lega ferro-carbonio, ma mi piaccio così: - ho la giusta percentuale di carbonio, quella che riesce a mediare fragilità e duttilità e quindi mi snervo, mi incrudisco e spero di non spezzarmi mai; - sono resiliente - sono instabile a volte, specie se mi arriva un forte colpo dall'alto, ma di solito, dopo un attimo di assestamento, torno in me e resisto; - ho mille sfaccettature e forme, posso essere una barra, un profilato o una lamiera; - sono attratta dai miei simili, che siano giunti o giunzioni e quei pochi che mi ispirano di più li tengo ben saldi a me; - so stare sola, ma splendo di più accanto al vetro o a dei pannelli di castagno; - amo il caldo e pure il freddo non mi spaventa, mi adatto a tutte le situazioni; - sono tenace e anche leggera. Se fossi un materiale sarei Acciaio e ora sapete anche il perché.