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Koulibaly e il Napoli: amore, senso di appartenenza e voglia di vittoria

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Updated on 1 October 2020 4:55

Kalidou Koulibaly, tra amore per il Napoli, senso di appartenenza alla città e voglia di vittoria. Un ritratto a tutto tondo del difensore rivelazione del campionato di Serie A

Kalidou Koulibaly ed il Napoli: un amore vivo, corrisposto, palpitante.

Il difensore azzurro non risparmia complimenti e dichiarazioni d’amore per la città che lo ha accolto come un figlio fin dal suo approdo all’ombra del Vesuvio.

Anche oggi, in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il centrale ha ribadito il suo rapporto speciale con squadra, ambiente, tifosi e città.

Sta vivendo un momento fantastico, il muro azzurro. 19 presenze su 20 match disputati, 4 gol all’attivo (2 di destro e 2 di testa), 86 palle recuperate, prestazioni spesso impeccabili, quando non addirittura sontuose.

Voti sempre sopra la sufficienza, con picchi di superbi (e meritatissimi!ndr) 8 in pagella.

E’ uno degli inamovibili per Maurizio Sarri: sempre lì, pronto a difendere la porta presieduta da Pepe Reina, sempre pronto a risolvere situazioni complicate.

Con classe, stile, decisione, movimenti riconoscibilissimi e aiutato dalla sua prorompente fisicità (89 kg di muscoli per 195 cm di altezza), il 26enne Kalidou è una certezza oramai consolidata per il gruppo azzurro.

In crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti, in questo girone di andata si è rivelato pedina fondamentale durante match complicati, quelli che Sarri definisce “sporchi”.

Il centrale è stato spesso decisivo, sbloccando in diverse occasioni il risultato e permettendo alla sua squadra di racimolare punti importanti in casa come in trasferta.

Le azioni del Napoli partono sempre dai suoi piedi. Capace di giocare il pallone con calma, lucidità ed intelligenza, imposta l’azione e mostra una grande capacità di intesa con i suoi compagni, guidando l’intero reparto difensivo.

Il primato in classifica è anche merito suo.

Non dimentica i momenti difficili, coincisi con il suo arrivo in Italia.

Sono cresciuto tanto negli ultimi anni. Quando sono arrivato in Italia ho avuto bisogno di un anno di ambientamento, non è stato un periodo semplice. Dopo ho iniziato a lavorare con intensità: volevo meritarmi questa grande opportunità. Ora sto raccogliendo i frutti del mio lavoro“.

Talentuoso e dotato di grande lucidità, in molti adesso lo paragonano a Thuram.

Mi fa piacere questo accostamento, facevo panchina con Benitez ed ora sono accostato ad un nome così importante“.

Ma Kalidou resta umile e sa che decisivo per la sua crescita tecnico-tattica e per la sua maturazione psicologica è stato l’arrivo a Napoli di Maurizio Sarri.

È stato un arrivo importante, per me. Mi ha detto: <<Ascoltami e diventerai un campione>>. Mi ha dato fiducia in un momento in cui le cose non andavano molto bene. La partita col Bruges potrebbe essere considerata il momento chiave della mia carriera“.

Koulibaly
Koulibaly prende indicazioni da Maurizio Sarri

E se in campo risulta essere sempre tra i migliori, lo deve anche ad un ambiente che lo sostiene, ad una società che crede in lui, ad una città che lo ha accolto ed amato come un figlio.

Napoli è così: se le mostri dedizione e amore, ti fa suo per sempre.

E Kalidou lo sa, tanto che si lascia andare ad una dichiarazione d’amore eterno per questa squadra.

Per la mia famiglia e per i tifosi, se De Laurentiis mi proponesse un contratto buono non avrei problemi a legarmi per sempre a questa squadra“.

E, da buon napoletano d’adozione, Koulibaly si dichiara intenzionato – come i suoi compagni – a mettere fine all’egemonia juventina in campionato.

Koulibaly
Contrasto di gioco tra Koulibaly e Higuaìn

Koulibaly ama il modo di giocare della sua squadra, ama lo stile di gioco imposto dall’allenatore. Auspica una vittoria del Napoli, per “dimostrare che si può vincere lo scudetto offrendo un calcio spettacolare, mentre la Juve quando gioca contro di noi segna un gol e poi si mettono a difendere il risultato“.

Ha voglia di vittoria, il difensore azzurro, e non teme a pronunciare la parola “scudetto“, scaramanticamente taciuta da sempre dai napoletani, ma sorprendentemente sdoganata a mo’ di sfida fin dal ritiro dimarese.

Qui sto benissimo, città e squadra mi danno tutto, io voglio restituire qualcosa ai napoletani, voglio dare loro lo scudetto.

Koulibaly
Koulibaly e Reina festeggiano sotto la curva con i tifosi

Napoli multietnica, Napoli multiculturale, Napoli accogliente.

E’ questa la Napoli che vive e che ama Kalidou. Infatti, se in giro per l’Italia si sentono spesso cori discriminatori e razzisti, “a Napoli di tutto questo non avverto nulla. In giro per l’Italia sento i soliti cori discriminatori, ma si tratta sempre di una piccola frangia di scalmanati, che andrebbe ignorata. Personalmente, sono stato preso di mira soltanto da pochi tifosi laziali in un Lazio-Napoli di un paio di anni fa. Dopo la rabbia di quei momenti mi sono rasserenato, non ne ho più sentiti. Mettere insieme le varie culture può essere la soluzione”.

Tornando al campo, Koulibaly accende i riflettori ed alza la concentrazione in vista della prossima – complicatissima – sfida che attende il Napoli.

Sono convinto che la vera anti-Napoli sia proprio l’Atalanta. Ogni qualvolta l’affrontiamo, andiamo in difficoltà. Per noi sarà una bella prova di maturità, vincere lì sarebbe un segnale molto significativo“.

Non sappiamo quale sarà il futuro professionale di Kalidou. Non ci è dato sapere se resterà davvero al Napoli a vita o se si trasferirà in altri lidi, accettando proposte allettanti che, certamente, arriveranno numerose.

Ma – comunque andrà – Napoli lo ricorderà come un suo figlio. Il figlio di una terra che lo ama da sempre e che ha sempre dimostrato sul campo di amare e rispettare a sua volta.

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