Italia Viva Napoli, De Luca boccia l’iniziativa



Italia Viva

Italia Viva Napoli, De Luca boccia l’iniziativa. Luciano Crolla, ex Pd Campania e Renziano della prima ora, spiega le ragioni della scelta con oltre 60 comitati in provincia

 

Dopo l’uscita di Renzi dal Pd e la nascita del nuovo gruppo parlamentare Italia Viva e sul dibattito che si è sviluppato in merito, in cui è intervenuto anche il Presidente De Luca, abbiamo incontrato ed intervistato Luciano Crolla, tra i fondatori di Italia Viva a Napoli.

Nasce Italia Viva nuova realtà politica dall’idea di Matteo Renzi e il Presidente De Luca con una dichiarazione tranchant ha liquidato l’iniziativa dichiarando che è “un’esigenza di protagonismo”
Comprendo questa reazione, è stato un momento difficile per tutti, figuriamoci per un politico con la storia e lo spessore di Vincenzo De Luca, ma il Presidente avrà modo di ricredersi e sono convinto troverà in Italia Viva una interlocuzione affidabile e seria, nell’interesse della Regione e dei cittadini campani.

Ha poi aggiunto: “quella di Renzi è una scelta assolutamente sbagliata che non ha ne capo ne coda e che produrrà ulteriore confusione nella politica italiana”
Io penso invece la scelta di Renzi faccia chiarezza, tanto più in un sistema politico che si appresta ad un ulteriore trasformazione in senso proporzionale, dove identità e rappresentanza possono contare più dei grandi contenitori a “vocazione maggioritaria” Italia Vivasenza una linea chiara, talvolta ambigui e rissosi. Sia chiaro, avremmo preferito vincere il referendum del 2016 e aver portato finalmente il Paese ad una democrazia dell’alternanza compiuta. Abbiamo perso, ciascuno si faccia un esame di coscienza. Due dati però sono certi e adesso dobbiamo farci i conti: il centrosinistra in Italia raramente è stato maggioranza e, peggio, senza un tentativo coraggioso di cambiare lo status quo, alle elezioni di un ipotetico domani Salvini e la destra radicale vincerebbero a mani basse. Bisogna allargare il campo e rompere i vecchi schemi.

De Luca non si ferma a Renzi e riferendosi al Pd ha affermato “serve una scossa nel partito altrimenti rischia di essere la somma del doroteismo della DC e dell’ottusità burocratica del PCI. Due cose che non faranno andare lontano”, condivide l’affermazione?
Condivido questa preoccupazione. Renzi è stato il tentativo più audace di dare al PD una identità nuova, radicalmente riformatrice, radicata nei valori delle famiglie fondatrici, ma rivolta al futuro. La tenace resistenza delle nomenklature alla fine hanno “espulso” il marziano. Diciamoci la verità, questa separazione era una sorpresa solo per gli eschimesi. Tuttavia, rischiano di aver espulso anche lo spirito più profondo del PD del Lingotto. Voglio bene al Pd, mi auguro sinceramente questo cambiamento spinga i suoi dirigenti ad uno scatto di reni e di generosità, soprattutto verso le nuove generazioni. Per ora vedo una comunità disorientata, avvitata su se stessa in discussioni sterili, rivolta ad una nostalgia del passato che può risultare letale,piena di personalità ma senza una leadership forte e una visione chiara. Questo è un male per tutti. Del resto, era quello che vedevo da dentro e che ho sempre provato a cambiare.

A Napoli Italia Viva registra già 20 comitati solo a Napoli. Il 18 ottobre alla Leopolda Renzi indicherà la strada, tra lavoro, imprese, smantellamento dei decreti sicurezza, taglio del cuneo fiscale e tecnologie verdi, quali le priorità?
In verità i comitati sono migliaia in Italia, una sessantina registrati solo nella provincia di Napoli. La situazione è in continuo divenire e negli ultimi giorni c’è stata una spinta fortissima, una accelerazione perfino inaspettata di nuove adesioni. Tantissimi comitati sono attivi da tempo, si incontrano ovunque, nei bar, nelle case, organizzano iniziative su temi concreti e di interesse pubblico. Sono loro l’infrastruttura di Italia Viva, che sarà un partito agile, fresco, con una organizzazione del tutto nuova, orizzontale, inclusiva, finalmente agibile per giovani e donne. Una cosa completamente diversa da quanto visto fino ad ora, lontana dai riti e dagli organismi elefantiaci dei vecchi partiti, Soprattutto, non ripeterà le logiche devastanti del Pd, niente correnti, “riferimenti”, guerre di tessere. L’iscrizione sarà esclusivamente on-line, dunque libera e sottratta al controllo di chicchessia.
Alla Leopolda tracceremo il profilo politico e organizzativo di Italia Viva. Lavoro, lavoro, lavoro e non assistenzialismo; ambiente, ma senza approccio ideologico e negativo. Anzi, come grande occasione di sviluppo e di investimenti. Il taglio del cuneo fiscale è un nostro orizzonte, che abbiamo perseguito anche al governo (con step significativi) e che continueremo a perseguire; “family act“, cioè sostegno economico alle famiglie e alla natività. Poi Europa, tanta Europa come casa comune. Perché è solo diventando più grandi che possiamo affrontare queste questioni, a cominciare dai giganteschi fenomeni migratori che stanno investendo i nostri Paesi e che sono solo all’inizio. L’ Europa deve diventare un grande continente, un soggetto pienamente politico ed economico capace di competere di determinare miglioramenti in continenti come quello africano. Fine dell’austerity, investimenti in tecnologia e green economy, gestione condivisa dei migranti, politiche fiscali, di sviluppo e di difesa sempre più integrate. Solo così se ne esce, per questo bisogna cambiare l’Europa, non distruggerla, come vorrebbe fare Salvini.

Parliamo di lei, Luciano Crolla, responsabile comunicazione del Pd Campania e Marketing communications presso la EAV è lei il Coordinatore dei gruppi Napoletani?
Sono uno dei tanti. Una storia di militanza nei Ds, poi nel Pd. Tanto lavoro, tantissimo volontariato con i minori, poi la prorompente novità di Renzi, che ho incrociato nel 2012. Guidavo l’auto che lo accompagnava a perlustrare, in incognito, la terra dei fuochi, appena insediato da Segretario del PD. Poi le Leopolda, la community nazionale, tanti esperimenti bellissimi nei quali sono stato coinvolto da persone di grandissima qualità e che qualche volta, purtroppo, hanno scelto altre strade. Ancora, la co-organizzazione della Fonderia delle Idee a Napoli, un bellissimo tentativo caduto all’ultimo metro. Ho ricoperto il ruolo in segreteria campana in un bel momento, quando si vinceva, tra il 2013 e il 2016. Le europee, le regionali, avevamo una marcia in più, idee coraggiose e pazzi disposti ad ascoltarle. 

Qual è il suo ruolo a Napoli?
Nessuno, non ne ho. Metto a disposizione questa esperienza, un po’ di contatti, di relazioni, di competenze sperando di vedere tante donne e tanti ragazzi trovare la forza e il coraggio di misurarsi di persona e di riprendersi il proprio futuro, senza chiedere più permesso a nessuno. 

A Napoli quali sono gli esponenti politici che appoggiano Italia Viva, ci sarà qualche esponente in Consiglio Regionale?
No, non credo. Non mi risultano adesioni tra i consiglieri regionali del Pd. Tra i parlamentari eletti c’è, come era naturale che fosse, Gennaro Migliore. Credo nessun altro. Tantissimi sono i contatti, invece, con esponenti della società cosiddetta civile e giovani impegnati sui territori, anche con ruoli istituzionali importanti.

Qual è l’idea nuova di Italia Viva?
Sarà una cosa completamente nuova, nella forma e nella sostanza. A cominciare dalla idea di “diarchia”:  per ogni ruolo apicale, avremo una donna ed un uomo al comando. Una novità dirompente, un calcio al conservatorismo maschilista e misogino della politica italiana tutta, trasversalmente patriarcale. Ma se dovessi scegliere una parola adesso, direi che la parola che rappresenta meglio la nuova fase è “liberta”. La libertà di esprimere pienamente idee e di dispiegare le spinte innovatrici di questi anni, senza zavorre, con coraggio. Provarci davvero a cambiare questo Paese e il modo di fare politica, oggi odioso per i cittadini.

Secondo Sandra Macci, ex consigliera comunale con Valenzi e poi nella Segreteria nazionale della CGIL, ha dichiarato: “Credo che la vera sinistra invece l’abbia fatta Renzi, dalle Unioni Civili al fine vita” condivide?
Totalmente. La sinistra declamata, pura nei principi sbandierati al vento, è servita più spesso a prendere posizione per ottenere uno strapuntino, un posto al sole, quasi mai a cambiare qualcosa. Renzi ha provato a realizzare cose concrete facendo i conti col possibile, misurandosi con la realtà e ne ha pagato tutto il prezzo. Perché finché declami sei innocuo. Fare cose di sinistra in questo Paese, invece, significa innanzitutto mettere in discussione le rendite di posizione. E questo nessuno te lo perdona. 

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