Incendi al Vesuvio, si difende il ragazzo accusato dei fatti



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Leonardo Orsino, il macellaio di Torre del Greco accusato di aver appiccato gli incendi sul Vesuvio, si difende davanti al Gip sostenendo di non essere lui il colpevole

Leonardo Orsino, un giovane macellaio 24enne di Torre del Greco, accusato di aver provocato gli incendi nella pineta di via Sopra ai Camaldoli nella notte tra il 13 e il 14 luglio, si è difeso dinanzi al Gip durante l’interrogatorio di garanzia tenutosi ieri.

Un incendio appiccato con l’accendino che avrebbe messo a repentaglio non solo i residenti della zona ma anche la sua vicina abitazione insieme ai suoi parenti.

Lui continua a difendersi provando a fornire una sorta di alibi al giudice raccontando tutti i suoi spostamenti di quella notte che lo porterebbero lontano dal luogo dell’incendio.

Leonardo Orsino, quindi, si dichiara estraneo ai fatti nonostante ci siano delle intercettazioni telefoniche di alcuni suoi parenti che lo incastrerebbero. In particolare, durante delle telefonate intercettate, due sue zie raccontano precisamente quanto accaduto quella notte.

Il giovane, con precedenti per furto e detenzione di armi, è stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche appena citate e a degli indizi supportati da alcune indagini fatte dai Carabinieri di Torre del Greco che hanno interrogato i parenti, i vicini di casa ma anche i genitori e lo stesso ragazzo.

Ad incastrare il ragazzo anche un’intercettazione ambientale in cui la mamma cerca di fornirgli un alibi, nonchè il fatto, più che sospetto, di essere pronto a scappare.

Leonardo Orsino, assistito dall’avvocato Olga Coda continua a difendersi.”Non ho fatto nulla- ha detto al giudice- non avrei potuto mai fare una cosa del genere mettendo a repentaglio la mia vita e anche quella della mia famiglia”. La sua tesi però non convince il giudice ed il ragazzo resta in carcere.

Il ragazzo poi, durante delle dichiarazioni spontanee, racconta al giudice di aver ricevuto minacce da altri detenuti all’interno del carcere e questo sarà uno dei presupposti sui quali la difesa punterà la richiesta degli arresti domiciliari per il 24enne.

 

 

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