Giuseppe Cruciani: A Napoli olimpiadi di “scippo”!

giuseppe cruciani

Come se non bastassero le illazioni di Facci, oggi dobbiamo sorbirci le solite panzane di Giuseppe Cruciani che ironizza con i soliti luoghi comuni sul capoluogo partenopeo.

Un Giuseppe Cruciani alla pari di un comico in lento declino. Un “Krusty il clown” pieno di sé e pieno di luoghi comuni, che ormai stancano anche il milanese più scissionista.
Ieri, durante la solita, trita e ritrita puntata de “La Zanzara” il buon Beppino da Roma (senza offesa per i romani, ma nemmeno se fosse venuto dalla pulita e sistemata Monaco di Baviera…), si tuffa in quel mare di banalità che chiama “programma radiofonico”, probabilmente a secco di ascoltatori per alzare l’asticella dello share con la solita pillola di viagra mediatica: Lo “sputtanapoli”.

“Olimpiadi a Napoli? Certo: Salto della buca, scippo con l’asta, lancio della monnezza…”

E ancora:

“Il sindaco di Napoli ha detto di volersi candidare per il 2028. Ora, siamo seri, la sola idea che Napoli, con tutti i problemi e i casini che ha, possa ospitare le Olimpiadi… Ma ragazzi, vi rendete conto di quello che potrebbe accadere o no? … Di che stiamo parlando? Di cosa parliamo? L’Italia già non è in grado di organizzare nulla, figuriamoci Napoli“.

Al netto della questione “critica al sindaco e alla sua proposta” ed al netto delle solite scuse sottintese nell’ormai marchio di stampa post-offesa: “ma stavo scherzando…”. Tralasciando le accuse scellerate di chi purtroppo si sente offeso, ma riesce sempre a cadere e mettersi sullo stesso piano di chi offende cultura, storia ed intelligenza di un popolo stufo di dimostrare che ha dignità ed orgoglio, è possibile che “scherzi” sempre sui soliti luoghi comuni? E’ mai possibile che ad essere oggetto di scherzo debba essere sempre Napoli e mai e poi mai si possa dare un parere ironico a qualunque altra città italiana?

Perché dobbiamo sorbirci continuamente le cavolate di Cruciani o un Facci di turno e perché l’unico ad alzare sempre la voce, per difendere il nostro paese deve essere il sindaco? Dove sono i vari “intellettuali” della nostra città? Dove si nascondono quando il luoghi comuni affossano le nostre origini, il nostro passato, il nostro candido ed ingenuo splendore?

Intanto vi lasciamo con l’audio incriminato: