28 Settembre 2022

Giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro, le iniziative a Napoli

Le manifestazioni in Italia contro le limitazioni della legge 194. A Napoli il presidio avrà luogo a Piazza Dante alle ore 18

Da Canva

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In occasione della Giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro che si celebra ogni 28 settembre, in tutte le maggiori città d’Italia sono state organizzate delle manifestazioni dall’associazione femminista Non Una di Meno. In questo 2022 la Giornata assumerà un peso maggiore anche alla luce dei risultati delle ultime elezioni parlamentari, dove è risultata vincitrice Giorgia Meloni e il suo partito, Fratelli d’Italia.

Da sempre il partito si è schierato contro l’aborto e nel corso della sua compagna elettorale la stessa Giorgia Meloni ha ribadito che, pur non volendo eliminare la legge 194, ovvero la legge che regola l’interruzione volontaria di gravidanza, ha come obiettivo quello di offrire alle donne “il diritto a non abortire”.

Le posizioni di Non Una di Meno di chi prenderà parte alla manifestazione che si terrà oggi a Piazza Dante (Napoli) alle ore 18 sono opposte.

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“Il 28 settembre torniamo nelle piazze di tutta Italia per la giornata internazionale per l’aborto libero, sicuro e gratuito perché in questo scenario politico, tra guerre, crisi economica, climatica e campagna elettorale, i nostri corpi continuano ad essere un campo di battaglia.

Lottare per la libertà di abortire significa per noi poter scegliere sui nostri corpi e sulle nostre vite, e contro tutte le condizioni che ce lo impediscono.

Gli attacchi e le restrizioni all’aborto sono attacchi diretti a donne, persone con capacità gestante, persone migranti e senza reddito. Lo sappiamo che la violenza è più brutale sui corpi di chi vive in una regione in cui il tasso di obiezione è altissimo e non ha un reddito per spostarsi, sui corpi di chi ha un’identità di genere non conforme e sui corpi di scappa dalla guerra.

Siamo furios3 perché in tutto il mondo non è possibile abortire in sicurezza e ciò significa la morte per 22 milioni di persone all’anno.

In Italia la legge 194, che disciplina l’accesso all’aborto, permette l’obiezione di coscienza del personale medico, che nel nostro paese arriva quasi al 70%. I consultori pubblici sono stati progressivamente ridotti, dagli anni 70 ad oggi: sono adesso molto meno di un consultorio ogni 20.000 abitanti. Non si investe sull’educazione sessuale e all’affettività e sulla contraccezione gratuita. Quando decidiamo di abortire ,siamo stigmatizzat3 e colpevolizzat3 e il percorso per accedere all’IVG diventa più difficile. Rivendichiamo con forza che non ci pentiamo di aver abortito e che continueremo a farlo.

Siamo furios3 perché la nostra libertà di scelta è messa ancora più sotto attacco da venti reazionari che soffiano da Stati Uniti, Ungheria, Polonia, Malta. Anche in Italia assistiamo a un rilancio della triade “Dio, patria e famiglia”, declinata nelle forme più sessiste, razziste, omolesbobitransfobiche e abiliste, che impone rigidi ruoli di genere e assegna alle donne il compito della riproduzione e della crescita della nazione bianca, patriarcale e eterosessuale.

[…]

La destra conservatrice strumentalizza la violenza sulle donne per portare avanti politiche razziste e vuole rafforzare il controllo sui nostri corpi e sulla nostra sessualità. Ci impone la maternità e il lavoro di cura in cambio di briciole, mentre ci spinge a lavorare sottopagate, promettendo a Confindustria sgravi fiscali. I democratici promettono diritti e libertà civili in cambio di politiche che continuano a peggiorare le nostre condizioni di vita.

Vogliamo essere libere di scegliere, e perciò rifiutiamo queste alternative. Vogliamo lottare per mettere fine alla violenza patriarcale, razzista, coloniale, omolesbobitransfobica, abilista e classista che trova nella guerra e nelle sue conseguenze la massima espressione.