3 Febbraio 2020

Gabinetto Segreto, le stanze erotiche del MANN

FOTO: NAPOLI.ZON

Pornografia, arte erotica, oggetti osceni. Il Gabinetto Segreto, oggetto di censura per molti secoli, è la collezione più particolare del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

NAPOLI – Due sale, all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono colme di reperti pompeiani di natura erotica a sfondo sessuale di epoca romana. Si tratta del Gabinetto Segreto che contiene sculture, affreschi e mosaici con un comune denominatore: l’arte erotica.

gabinetto segretoLa sezione, che oggi occupa le sale 62 e 65 del MANN, nel corso degli anni è stata soggetto a diverse censure. Man mano venivano alla luce i reperti dagli scavi di Pompei ed Ercolano, venivano trasportate nelle stanze riservate alle «persone di matura età e di conosciuta morale».

Nel corso degli anni, furono avanzate numerose proposte di distruzione dei reperti espliciti perché simboli delle libertà civili e di espressione. Nel 1851, le stanze del Gabinetto Segreto furono chiuse “a tripla chiave”. Fu l’apice della censura e il paradosso del senso del pudore: ciò che per gli antichi era naturale, per i contemporanei era sinonimo di oscenità.

Solo con l’arrivo di Garibaldi a Napoli la censura cessò: il generale fece scassinare l’ultimo portone in mancanza di una delle chiavi. Ma è solo a partire dal 2000 che la collezione è visibile al pubblico – tuttavia vige il divieto di accesso ai minori di 14 anni non accompagnati.

 

Ecco alcuni dei reperti che si possono trovare nel Gabinetto Segreto del MANN.

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Materiali di età preromana nel Gabinetto Segreto

gabinetto segreto

Tra gli oggetti di epoca preromana che si notano non appena varcato il cancello d’ingresso del Gabinetto Segreto, ci sono le ceramiche attiche. Su di essi è rappresentato sia l’amore reale – etero o omosessuale – sia quello mitologico, come sulle coppa e il piatto attico.

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Decorazione degli ambienti di piacere

gabinetto segreto

 

In età greca arcaica e classica, i luoghi del piacere sessuale erano decorati con illustrazioni che raffiguravano le diverse posizioni dell’amore. Il genere della pittura pornografica aveva come fine tanto l’istruzione quanto l’eccitazione dei partecipanti. Anche a Pompei si diffusero, poi, rappresentazioni realistiche di atti sessuali.

Secondo il poeta Ovidio, anche Augusto avrebbe posseduto, nei suoi appartamenti, dipinti che raffiguravano gli accoppiamenti di Venere.

Le abitudini sessuali dei nostri antenati

Il gruppo marmoreo più famoso – e più censurato – del Gabinetto Segreto, è la raffigurazione di Pan e Capra. Con esattezza di particolari, la statuetta riproduce l’accoppiamento fra il Dio Pan e, per l’appunto, una capra.

Un reperto che, per quanto esplicito e discutibile, dimostra come i nostri avi non disdegnavano gli animali per la soddisfazione degli impulsi sessuali.

La sessualità che protegge

Nel mondo romano il membro virile era ritenuto augurio di prosperità e, di conseguenza, teneva lontano il male. Questa credenza spiega l’uso, riscontrato a Pompei, di figure falliche sull’uscio di casa –  ma sulle mura, sui marciapiedi e sui basoli delle strade.

Lo scopo era quello di proteggere, contrastante gli effetti dell’invidia e augurare prosperità. Nasce da qui l’usanza partenopea di grattarsi le parti intime come rimedio contro il malocchio.

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