29 Gennaio 2021

Festival di Sanremo. Crisanti: “La gente è abituata a 500 morti al giorno”

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Festival di Sanremo. Crisanti a La 7: “C’è un inaridimento dei sentimenti, la gente ormai si è abituata a 500 morti al giorno”

La 71ᵃ edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo si svolgerà dal 2 al 6 marzo 2021 e sarà condotta da Amadeus dal Teatro Ariston, in prima serata su Rai Uno. Il conduttore – alla luce dei preparativi e della situazione Coronavirus in Italia – ha puntualizzato l’assenza del pubblico a causa dell’emergenza sanitaria.

O tutti compatti o si rimanda al 2022″, dice Amadeus che – secondo alcune ipotesi – starebbe valutando la possibilità di lasciare il suo ruolo da direttore artistico e conduttore di Sanremo 2021. Finora, c’era l’idea di aprire la platea dell’Ariston a figuranti contrattualizzati: tesi appoggiata anche dal ministro della Salute Roberto Speranza. Il Festival di Sanremo, dunque, sembrerebbe essere già sotto i riflettori a causa dei dibattiti che si stanno maturando nelle ultime ore.

In merito alla questione, si è espresso anche il divulgatore scientifico Andrea Crisanti.

Le polemiche sul Festival di Sanremo e sul pubblico all’Ariston? Penso che ci sia una specie di inaridimento dei sentimenti. La gente alla fine si è abituata e dice: ‘Muoiono 500 persone al giorno? Va bene, pazienza’. Oppure dice: ‘Tanto a me non tocca, perché ho 30 o 40 anni’”, afferma nel corso della trasmissione “Piazzapulita” su La7.

Il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia, ha argomentato il punto:

Lo ha detto anche il presidente della Regione Abruzzo e cioè che per lui la cosa più importante è mandare avanti l’economia. Però ci dimentichiamo il passato della nostra Italia: dall’Unità fino al 1956, la priorità di tutti i governi italiani, indipendentemente dal colore politico, è stata sempre quella del controllo delle malattie trasmissibili: la malaria e il tifo. È pura follia pensare che con questi livelli di trasmissione e con queste sofferenze si possa tornare immediatamente con un colpo di bacchetta magica a come era prima. Evitare la terza ondata? Dipende da due fattori: quanta gente riusciamo a vaccinare e creare un sistema in grado di tracciare e di bloccare la trasmissione del virus sul territorio. Se riusciamo a fare queste cose, la terza ondata non ci sarà, altrimenti sarà inevitabile quando riapriremo le scuole e altre attività”.

Crisanti ha definito l’attuale periodo storico come “l’anno peggiore psicologicamente perché abbiamo la speranza dei vaccini, ma sarà difficile vaccinare tutti”.

In conclusione: “Inoltre, non sappiamo nemmeno quanto dura questa immunità. Se dura un anno e ci mettiamo più di un anno a vaccinare, non raggiungeremo mai l’immunità di gregge. Quando ci toglieremo la mascherina? Penso che ci vorranno due anni, perché non sappiamo se chi è vaccinato è in grado di trasmettere il virus. Voglio essere un po’ più ottimista: ci vorrà un anno e mezzo prima che ci leviamo la mascherina. Oddio, chissà Crozza ora cosa dirà“.

Ritornando alle problematiche legate al Festival di Sanremo, ad oggi la Liguria ha dati poco critici ma ciò nonostante è difficile pensare alla presenza del pubblico. Altro fattore da tener conto è che il Festival – secondo i tecnici – possa richiamare migliaia di persone, dunque inevitabile il rischio di assembramenti.

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