9 Giugno 2022

Fabio Ridolfi, la storia : sceglie la sedazione profonda

fabio ridolfi

Fabio Ridolfi, la storia : immobilizzato da 18 anni a causa di una patologia irreversibile, sceglie la sedazione profonda

Fabio Ridolfi è un uomo 46enne che da 18anni vive immobilizzato a causa di una patologia irreversibile. Questa sua penosa condizione lo ha indotto a decidere di porre fine alla sua vita tramite la sedazione profonda. Ridolfi aveva chiesto all’Azienda sanitaria delle Marche di poter accedere al suicidio assistito, in base alla sentenza del 2019 della Corte Costituzionale sul caso di Fabiano Antoniani, più noto come dj Fabo. Benché l’uomo abbia tutti i requisiti per accedere legalmente al suicidio assistito, non è mai stato indicato un parere sul farmaco e sulle relative modalità della sua somministrazione.

La patologia

Nel 2004, poco prima di compiere 28 anni, durante una cena ebbe un malore improvviso. Quest’ultimo gli provocò dapprima una perdita immediata dell’equilibrio, poi l’intorpidimento di tutto il lato sinistro del corpo. Gli fu diagnosticata una tetraparesi da rottura dell’arteria basilare, una patologia irreversibile che lo ha portato da lì in poi a essere immobilizzato a letto. Da quel momento gli fu impossibile muovere qualsiasi parte del corpo eccetto gli occhi. Ed è proprio con questi che comunica grazie a un puntatore oculare. Nonostante i vari tentativi di riabilitazione non è migliorato e ha rinunciato anche alla fisioterapia.

Ridolfi aveva inviato una richiesta all’Azienda sanitaria Unica Regionale delle Marche (ASUR) chiedendo una verifica delle proprie condizioni per poter poi accedere al suicidio medicalmente assistito. Il Comitato aveva emesso dunque il proprio parere l’8 aprile. In un documento si certificava che il paziente possedeva tutti i requisiti per potere accedere al suicidio assistito.

Tuttavia l’uomo era scoraggiato dalla negligenza con cui il suo caso era stato accolto. Considerando che non giungevano notizie sull’assunzione del farmarco, decise di ricorrere alla strada della sedazione profonda.

La sedazione profonda è prevista dalla legge sul testamento biologico del 2017 e consiste, nell’interruzione di sostegni vitali come nutrizione, idratazione, ventilazione. Ma anche in un accompagnamento alla morte attraverso una progressiva sedazione per alleviare le proprie sofferenze. A differenza del suicidio assistito, attraverso il quale con l’assunzione di un farmaco letale il paziente muore all’istante, in questo caso però le sofferenze possono protrarsi a lungo.

FONTE: Fanpage

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