Epidemia Covid, casi in aumento in Europa: +76% di consulti in Francia, cosa sappiamo
Aumentano gli indicatori Covid in diversi Paesi. In Francia crescono del 76% le visite SOS Médecins per sospetta infezione, ma i livelli restano inferiori agli anni precedenti
immagine di repertorio
Tornano a crescere alcuni indicatori legati all’epidemia Covid in Europa e in altre aree del mondo. In Francia, tra il 14 e il 20 settembre 2026, le consultazioni effettuate dalla rete SOS Médecins per sospetta infezione da Covid-19 sono aumentate del 76% rispetto alla settimana precedente. Il dato, però, va letto con cautela: Santé publique France precisa che i livelli restano inferiori a quelli osservati negli anni precedenti.
La crescita non riguarda soltanto la Francia. Secondo l’epidemiologo Antoine Flahault, nelle ultime settimane si osserva una ripresa degli indicatori anche in altre aree d’Europa, negli Stati Uniti e in Asia.
Epidemia Covid, perché i casi tornano ad aumentare
L’aumento registrato alla fine di settembre non rappresenta un fenomeno del tutto inatteso. Il Covid continua infatti a circolare e, come già accaduto negli ultimi anni, può presentare nuove fasi di crescita legate alla maggiore trasmissibilità delle varianti e alla progressiva riduzione dell’immunità nel tempo.
In Francia, oltre all’aumento delle consultazioni per sospetto Covid, sono cresciuti anche diversi indicatori relativi alle infezioni respiratorie. Il quadro generale resta comunque sotto monitoraggio e, almeno nei dati disponibili, non emergono segnali di maggiore gravità rispetto alle ondate precedenti.
Covid in Francia: consultazioni in aumento del 76%
Il dato più rilevante arriva dal bollettino di Santé publique France del 23 settembre. Nella settimana dal 14 al 20 settembre, le consultazioni SOS Médecins per sospetta infezione da Covid-19 sono aumentate del 76%, pari a 390 interventi in più rispetto alla settimana precedente.
L’aumento riguarda tutte le fasce d’età, ma l’attività resta comunque su livelli inferiori a quelli registrati negli anni passati nello stesso periodo. Anche le infezioni respiratorie acute risultano in crescita, pur mantenendosi complessivamente su livelli considerati abituali per la stagione.
Epidemia Covid, chi rischia di più
Secondo Flahault, la maggior parte delle infezioni continua a manifestarsi con forme lievi o moderate, ma il rischio di complicazioni resta maggiore per alcune categorie. Tra i soggetti più vulnerabili vengono indicati:
- persone anziane;
- immunodepressi;
- persone con patologie croniche;
- donne in gravidanza.
Per questi gruppi il Covid può ancora avere conseguenze più rilevanti rispetto alla popolazione generale.
Varianti Covid: cosa sappiamo su NB.1.8.1
La variante NB.1.8.1 continua a essere monitorata dall’Organizzazione mondiale della sanità. L’OMS la classifica tra le Variants Under Monitoring, ma i dati disponibili non indicano un rischio sanitario maggiore rispetto alle altre varianti di SARS-CoV-2 attualmente in circolazione.
Rispetto alla prima metà del 2026, tuttavia, NB.1.8.1 non risulta più la variante globalmente più diffusa: nei dati più recenti disponibili la variante XFG ha acquisito una quota maggiore delle sequenze analizzate. Le nuove sottovarianti di Omicron mantengono comunque una notevole capacità di trasmissione e possono in parte eludere l’immunità acquisita, contribuendo alla comparsa di nuove ondate.
Covid, una nuova epidemia globale?
Parlare di “nuova epidemia” non significa necessariamente trovarsi davanti a una situazione paragonabile alle fasi più acute della pandemia. Il SARS-CoV-2 continua a circolare a livello globale e l’OMS segnala ancora variazioni nel numero dei casi e nella diffusione delle diverse varianti.
Durante l’estate 2026, a livello mondiale, si sono osservati nuovi aumenti nelle segnalazioni, senza però evidenze di un maggiore rischio per la salute pubblica legato alle varianti in circolazione. Il quadro attuale è quindi quello di una ripresa della circolazione del virus, da monitorare soprattutto per gli effetti sulle persone più fragili.
Le nuove varianti e le prossime ondate
Secondo gli esperti, il Covid continuerà probabilmente a presentarsi con fasi di aumento e diminuzione dei contagi. Le nuove varianti possono diffondersi più facilmente grazie a mutazioni che consentono loro di superare parzialmente le difese immunitarie maturate con precedenti infezioni o vaccinazioni.
Per questo il virus continua a essere sorvegliato a livello internazionale e le varianti emergenti vengono costantemente valutate dall’OMS.
Epidemia Covid, cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno cresce anche la circolazione degli altri virus respiratori. Covid, influenza e altre infezioni possono quindi sovrapporsi, aumentando il numero di persone che si rivolgono a medici e strutture sanitarie.
Al momento, però, i dati disponibili non indicano una situazione paragonabile alle grandi ondate pandemiche del passato. L’attenzione resta concentrata soprattutto sui soggetti fragili e sull’andamento dei ricoveri, oltre che sull’eventuale comparsa di nuove varianti con caratteristiche diverse da quelle già note.
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