30 Aprile 2024

Due spazzini complici di un duplice omicidio: Condanna per il mandante

Due spazzini complici di un duplice omicidio: Condanna per il mandante dopo 12 anni dal triste avvenimento

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due spazzini complici di un duplice omicidio

Due spazzini complici di un duplice omicidio – Era la tarda mattinata del 21 giugno 2012, quando avvenne il tragico evento. Un agguato si consumò presso il Corso Sirena del quartiere Barra di Napoli, quando due uomini travestiti con le tute dell’Asia iniziarono a sparare.

Dopo oltre 10 anni, il Tribunale di Napoli ha deciso di condannare i due assassini e il loro mandante a 20 anni di reclusione. Le confessioni dei protagonisti sono stati fondamentali per evitare l’ergastolo.

Il retroscena dell’omicidio

I colpi sparati, in tutto 15 cioè un intero caricatore, colpirono Ciro Abrunzo il referente del clan Abete-Abbinante e Francesco Gaiola, un ragazzo che si trovava lì nel momento sbagliato. A ordinare l’omicidio per mano di due falsi dipendenti ASIA fu Mariano Riccio, genero del boss Cesare Pagano, che aveva intenzione di saldare un’alleanza.

L’alleanza in questione era con gli scissionisti del clan malavitoso Vinella Grassi e degli Amato Pagano.

Questo spiacevole evento viene inquadrato nel più ampio contesto della cosiddetta Terza Faida di Scampia, conflitto camorristico con diversi attacchi spalmati nel tempo. La prima faida iniziò nel 2004 e s’è portata strascichi anche nel 2007, la seconda invece iniziò nel 2012 e terminò solo nel 2014.

Due spazzini complici d’omicidio – Risvolti dopo più di 10 anni

Il Gup di Napoli, Nicola Marrone, ha inflitto vent’anni di reclusione a Mariano Riccio, mente dell’omicidio e ex reggente della cosca Amato-Pagano di Scampia.

Stessa sorte per il sicario Francesco Paolo Russo e Franco Bottino, conosciuto anche con il nome “Mustafà”, colui che ha portato Russo sulla futura scena del crimine.

Nel corso del procedimento i tre hanno confessato il delitto e questo è stato ben visto dal giudice che ha negato l’ergastolo, invece proposto dal Pm della DDA.

Riccio ha evitato altre condanne all’ergastolo, con l’unica eccezione di quella inflittagli per l’omicidio di Pasquale Malavita, affiliato alla Vinella Grassi.

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