Don Cafè. Street art coffee: la caffetteria itinerante di Napoli

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Don Cafè, la brillante iniziativa di Giuseppe: il giovane napoletano che ha fatto di un’idea bizzarra il proprio lavoro

Si chiama Giuseppe Schisano il ventiseienne partenopeo che ha dato il via a questa iniziativa: Don Cafè, una caffetteria itinerante. Il progetto prende il via circa tre anni fa: una bicicletta con pedalata assistita e con fornello annesso per preparare il caffè napoletano con la tradizionale cuccuma.

Quella di Giuseppe è la storia di un riscatto, la storia di un giovane proveniente dai quartieri spagnoli che ha deciso di fare di un sogno la sua attività imprenditoriale. Giuseppe ha sempre avuto il desiderio di rendere felici le persone attorno a sé e, con questo progetto sembra esserci riuscito alla grande. Per le strade del centro storico di Napoli, le persone che lo vedono passare, i turisti, non possono fare a meno di fermarsi e chiedergli un caffè e magari, perché no, anche una sfogliatella.

Il progetto di Giuseppe è stato finanziato dal Banco di Napoli grazie al “Prestito della speranza” della Caritas per un totale di 13.000€. Decisivo è stato, oltretutto il contributo dell’Associazione “If Imparare-Fare

“Sosteniamo coloro che lavorano onestamente in condizioni drammatiche e che hanno il sogno di aprire un’attività propria, da soli o con i loro amici. Penso da tempo che queste persone siano una risorsa straordinaria per Napoli e per l’Italia, perché possono portare a innovazioni vere, perché sono agenti di potenziale sviluppo locale nelle aree più difficili della nostra lunga crisi, perché vogliono aiutare se stessi e crescere come persone. Giuseppe è la testimonianza che tutto questo è possibile”. É quanto riportato dal presidente dell’Associazione ai colleghi di initalia.virgilio.it.

Non è stato per nulla semplice, la trafila burocratica e amministrativa, non ha dato vita facile a Giuseppe e la pressione continua tutt’ora. “La burocrazia non favorisce, ma scoraggia. Il punto è che non può stare fermo, deve muoversi continuamente. Ma a volte c’è molta gente al suo bancariello e i vigili gli intimano di muoversi. […] La legge, se ingiusta, va combattuta!” Così si legge tra i commenti sul suo profilo fb.

Insomma, la vita in trasferta sembra proprio cosa ardua, ma Giuseppe non ha alcuna voglia di desistere!

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Sarei Acciaio, se fossi un materiale, intendo. Se potessi scegliere quale, sarei acciaio inox, brillante luminoso e resistente - anche alla corrosione - che, seppur non avanguardista come il corten, è sempre adatto, in ogni occasione. Invece sono una semplice lega ferro-carbonio, ma mi piaccio così: - ho la giusta percentuale di carbonio, quella che riesce a mediare fragilità e duttilità e quindi mi snervo, mi incrudisco e spero di non spezzarmi mai; - sono resiliente - sono instabile a volte, specie se mi arriva un forte colpo dall'alto, ma di solito, dopo un attimo di assestamento, torno in me e resisto; - ho mille sfaccettature e forme, posso essere una barra, un profilato o una lamiera; - sono attratta dai miei simili, che siano giunti o giunzioni e quei pochi che mi ispirano di più li tengo ben saldi a me; - so stare sola, ma splendo di più accanto al vetro o a dei pannelli di castagno; - amo il caldo e pure il freddo non mi spaventa, mi adatto a tutte le situazioni; - sono tenace e anche leggera. Se fossi un materiale sarei Acciaio e ora sapete anche il perché.