25 Gennaio 2021

Dimissioni Conte: “Questa sera o domani” (by Scanzi)

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Dimissioni Conte: il Presidente del Consiglio potrebbe dimettersi già stasera o al massimo domani. L’analisi senza veli di Andrea Scanzi

DIMISSIONI CONTE: Le voci circa le possibili (e ormai probabili) dimissioni di Giuseppe Conte si sono infittite di giorno in giorno. Dallo scorso martedì ad oggi, nessun senatore ha invertito la propria rotta a suo favore, rendendo complessa più che mai la scena politica italiana.

A riflettere (e argomentare senza veli) sulla crisi dell’attuale governo, ci ha pensato Andrea Scanzi, che ha di recente pubblicato un post sulla sua Pagina Facebook nella quale si ipotizzano le prossime, o quantomeno probabili, mosse dell’attuale Presidente. Di seguito il suo post:

L’idea è quella di non uscire tritato mercoledì sulla riforma Bonafede, rimettendo il mandato in anticipo e – auspica la maggioranza – “incentivando in questo modo i responsabili”.

La speranza di Conte è cioè quella della cosiddetta “crisi pilotata”. È successo tante volte, soprattutto durante la Prima Repubblica.

Di sicuro, a oggi, le trattative per trovare qualche senatore “costruttore” sono state un disastro totale. Verrebbe quasi da chiedersi chi abbia fatto queste trattative, perché peggio di così neanche il Poro Schifoso.

Martedì scorso, dopo il voto al Senato, avevo trovato folli i commenti “esultanti” dei pro-Conte. Per un motivo molto semplice: non avevano nulla per cui esultare. E i giorni successivi lo hanno dimostrato.

Un disastro simile, in termini strategici, non si vedeva da decenni. Non è stato convinto mezzo senatore “minore” di Italia Viva (i fedelissimi di Renzi neanche li considero). Al Misto non si è mosso nulla dopo martedì. Berlusconi ha blindato i suoi. Udc è diventata radioattiva dopo il caso Cesa. I tre senatori di Cambiamo son sempre lì. +Europa e Calenda non ha nemmeno senso menzionarli. E la riforma Bonafede, che piace solo ai 5 Stelle, ha reso ancora più complicata la trattativa.

La tempesta perfetta.

La sensazione è che Conte, per dar vita a questo famigerato “Conte ter” (sempre ammesso che l’idea gli piaccia), debba concedere tanto. Anzi troppo. Poltrone a iosa ai responsabili. O peggio ancora il ritorno in maggioranza di Renzi. Magari (magari?) con un presidente del Consiglio diverso da Conte.

Come la giri, fa schifo. Ma schifo parecchio.

Sarebbe molto più onorevole, per Conte e non solo, andare a votare. Ma significherebbe – molto probabilmente – avere il Cazzaro Verde premier, l’Urlatrice Nera agli Interni e il Caimano al Quirinale. Per giunta dentro una pandemia.

La morte assoluta.

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