8 Marzo 2020

Decreto coronavirus a breve in Gazzetta, ma nella notte tante fughe al Sud

A breve sarà in Gazzetta Ufficiale il decreto della Presidenza del Consiglio che estende la zona rossa nel tentativo di contenere l’epidemia di coronavirus. Ieri era filtrata una bozza e in serata in tanti si sono precipitati alle stazioni

Sono ore concitate per il Governo e, in generale, per tutta la Nazione. Dallo staff della Presidenza del Consiglio avevano fatto filtrare ieri la bozza di un nuovo decreto che avrebbe esteso la zona rossa a tutta la Regione Lombardia e ad altre 15 province del Nord Italia. Ma in serata centinaia di persone hanno preso d’assalto i treni della stazione Garibaldi di Milano per dirigersi verso il Sud senza alcun controllo. Vagoni stracolmi, contatti ravvicinati e nessuna attenzione alle norme igieniche, mettendo così a repentaglio i tentativi di contenimento dell’epidemia di Covid-19 (il nuovo coronavirus).

Il Presidente Giuseppe Conte è intervenuto nella notte in sala stampa ed ha annunciato che il decreto è pronto per entrare in vigore: “È in gioco la correttezza dell’operato del Governo e la sicurezza degli italiani. La pubblicazione di una bozza non definitiva ha creato incertezza, insicurezza, confusione, non lo possiamo accettare“. “Tutti i cittadini italiani – continua il Premier – hanno letto questa versione non definitiva. Ma fino a quando non lo firmo non è definitivo. Adesso il decreto è stato elaborato nella versione definitiva, sono pervenute le osservazioni delle regioni e sarà pubblicato tra qualche ora in Gazzetta Ufficiale e sarà vigente“.

Il nuovo decreto per contenere l’epidemia di coronavirus

Nessuna novità nel nuovo decreto rispetto a quanto emerso dalla bozza uscita ieri. “Abbiamo creato due aree – spiega Conte –, una riguarda la regione Lombardia e alcune province: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. A questo territorio applichiamo un regime e misure restrittive più rigorose: vincolo di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita anche all’interno del territorio. Ci si muoverà solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro verso il proprio domicilio per necessità“. E ai giornalisti che hanno chiesto a chi spetti fare i controlli, il Premier ha risposto: “Le forze di sicurezza. Non possiamo più permetterci aggregazioni“.

“Lombardia chiusa, andiamo via prima”: centinaia di persone calpestano la pubblica sicurezza e prendono d’assalto i treni

Dopo la bozza di decreto filtrata ieri, centinaia di persone hanno intasato i vagoni dei treni che dalla stazione Garibaldi di Milano erano diretti verso Sud. Tanti i filmati e le foto che testimoniano questa fuga. Un comportamento pericoloso che neutralizza tutti i tentativi di controllo dell’epidemia. Non sono state rispettate nemmeno le norme minime di cautela. Per garantirsi l’accesso ai treni, infatti, non sono state rispettate le norme di distanza e di igiene e i contatti tra le persone in calca sono stati molto ravvicinati. Difficile, ora, identificare chi è partito e, dunque, potremo aspettarci lo sviluppo di nuovi focolai.

Ospedali al collasso

Le azioni intraprese per bloccare il diffondersi del contagio, come spiega il Presidente Conte, hanno l’obiettivo di evitare il collasso del sistema sanitario, già fortemente in difficoltà. “Alcune strutture ospedaliere – afferma Conte – sono già in difficoltà. Abbiamo già predisposto il vincolo obbligatorio della solidarietà interregionale, c’è la possibilità di redistribuire pazienti tra le varie regioni. Posso annunciare che è stato sottoscritto un contratto per dar vita ad una linea di apparecchiature tutta italiana per terapia intensiva e subintensiva. Abbiamo già 320 nuove apparecchiature, avremo 500 nuove apparecchiature al mese e ci stiamo adoperando per aumentare il numero“.

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