Daniele Silvestri, presentato nuovo album alla Feltrinelli

Daniele Silvestri

Il 3 maggio è uscito “La Terra sotto i piedi”, nono album del cantautore romano Daniele Silvestri, vincitore del Premio della Critica a Sanremo 2019

“Lo so che è difficile da immaginare, ma c’è stato un tempo in cui comunicare era molto più scomodo e meno immediato, per questo un discorso era più ragionato” canta Daniele Silvestri in Concime, il brano forse maggiormente rappresentativo delle tematiche affrontate nel suo ultimo album. Un disco che rappresenta una reazione alla friabilità delle cose, come ha detto Federico Vacalebre, giornalista de Il Mattino che ha intervistato il cantautore romano ieri pomeriggio alle ore 18.00, presso la Feltrinelli di Piazza Dei Martiri.

All’interno dello “Spazio La Feltrinelli“, Silvestri ha incontrato i fans e ha presentato la sua ultima opera, intitolata inequivocabilmente La terra sotto i piedi – che tra l’altro, è una frase contenuta proprio in Concime – quasi in contrapposizione con Acrobati, il suo precedente lavoro.

È come se l’autore di Salirò, dopo aver necessariamente spiccato il volo per allontanarsi dal caos quotidiano, decidendo di guardare le cose da lontano e in maniera distaccata, avesse deciso di ritornarci, in quel caos, perché è altrettanto necessario percepire il terreno tra le dita dei piedi e perché forse, solo affrontando il problema dalla radice è possibile estirparlo.

Ed ascoltando l’album, la percezione di concretezza è evidente: abbandonate le visioni oniriche e delicate di Acrobati, Daniele Silvestri ritorna a toccare il suolo, ritrovando però un mondo più affaticato, perso. La terra sotto i piedi è un affresco dei nostri tempi, con gli occhi di un uomo forse d’altri tempi: è la rappresentazione di una realtà digitalizzata, troppo veloce e superficiale. Una realtà dove è difficile trovare qualcosa di più solido, lungo e profondo di un tweet.

Ma non aspettatevi una predica vecchio stile, un rimprovero di un uomo attempato e incapace di comprendere le dinamiche del nostro periodo: il disco suona e parla esattamente come dovrebbe farlo un cd del 2019. La tracklist è formata da un melting pot di generi, intuizioni, stili tenuti magistralmente insieme attraverso l’esecuzione musicale – in jam sessions live, c’è da sottolinearlo – della Magical Mistery Band di Fabio Rondanini, Gabriele Lazzarotti, Daniele Fiaschi e Duilio Galioto e degli altri musicisti che hanno contribuito a realizzare l’album, attentamente prodotto da Daniele “Il Mafio” Tortora.

Una contemporaneità musicale che sentiamo nell’urban orchestrale di Argentovivo, brano vincitore del Premio della Critica di Sanremo, scritto e cantato in collaborazione con il rapper Rancore e il cantante degli Afterhours Manuel Agnelli, una feroce critica alla disattenzione della società nei confronti dei bambini, costretti a perdere il loro entusiasmo per rimanere seduti per ore tra i banchi di scuola, o davanti a un pc; o nell’elettronica ossessiva di Complimenti Ignoranti, brillante sbeffeggiamento nei confronti dei cosiddetti haters, i leoni da tastiera che bazzicano nel mondo dei social. La percepiamo, infine, in Blitz Gerontoiatrico, un dissing rivolto alla generazione trap di fine anni ’10.

C’è anche qualcosa di più classico nell’album – se classici possono essere definiti brani dove la tradizionale struttura metrica delle canzoni viene modificata, distorta, raffinatamente scomposta: c’è la ballad Prima che, il funk rock di Scusate se non piango – dal quale è stato tratto un cortometraggio girato da Valerio Mastandrea e Giorgio Testi negli spazi occupati dal collettivo Angelo Mai, che vi consigliamo caldamente di vedere. C’è, infine, la gemma musicale dell’album: Rame, impreziosita dalla chitarra acustica di Niccolò Fabi e l’inconfondibile sassofono di James Senese, quest’ultimo protagonista di un simpatico aneddoto, secondo il quale il cantautore romano avrebbe chiesto al musicista napoletano di registrare un assolo di sax a poche ore dall’ultimo giorno di registrazioni.

La Terra sotto i piedi è un album maturo, raffinato, complesso ma autentico e tangibile; arrabbiato, sì, ma anche incredibilmente fiducioso nel genere umano. Del resto, come ci ricorda Silvestri, “scusate poi se non partecipo allo sdegno, e neanche mi lamento molto, perché mi sono innamorato, non sono preparato”.

(Napoli.ZON parla di musica anche nell’articolo dedicato al nuovo album del rapper Clementino: cos’aspetti a cliccare qui?)