CulturaZon – Alla scoperta del Miglio D’oro



Miglio d'oro

Il Miglio d’Oro, patrimonio dei comuni vesuviani. Tra Portici, Ercolano, Torre del Greco, 122 sono le ville settecentesche conservate

Il Miglio d’Oro, per come lo conosciamo oggi, è una strada che comprende i quartieri di San Giovanni a Teduccio e Barra, Portici, Ercolano, Torre del Greco e S.Giorgio a Cremano. Conosciute sono le ville settecentesche che la percorrono, ma non tutti sanno che in antichità la strada – chiamata così perché misurava un miglio, unità di misura settecentesca – comprendeva ben 122 ville del XVIII secolo.

In origine, il miglio era definito «d’oro» per i giardini ricchi di pometi (arance, limoni e mandarini). Ma tale attributo, considerato in relazione alla ricchezza storica e la presenza di splendide ville, sarà poi conferito a partire dalla seconda metà del secolo scorso.

Il tratto originario comprendeva una strada che partiva da Ercolano (poco prima del portale d’ingresso di Villa De Bisogno) e Torre del Greco (in Corso Vittorio Emanuele n°87). Considerarlo in relazione alla definizione odierna porterebbe ad un’ambiguità, difatti, se volessimo misurare il territorio, vedremmo che misurerebbe oltre quattro miglia, perdendo così l’accezione originaria.

Un po’ di storia…

Già alla fine del Seicento, nella zona vesuviana situata tra la costa e il Vesuvio, molti nobili attratti dal clima dolce di queste zone, dalla fertilità del suolo, dalla salubrità dell’aria, stanziarono la costruzione delle proprie abitazioni. La strada, però, assunse molta importanza grazie ai Borboni. Dapprima, nasce per collegare il Palazzo Reale di Portici – residenza estiva di re Carlo di Borbone e sua moglie Maria Amalia – con il Palazzo reale di Napoli. Re Carlo, in visita alla villa del duca d’Elboeuf sulla riviera vesuviana, rimase incantato dal paesaggio e dalla mitezza del clima.

Nel 1738, commissionò ad Antonio Canevari la costruzione della Reggia di Portici. La bellezza e l’imponenza del palazzo reale, fecero sì che intere famiglie di nobili napoletani decidessero di far costruire ville e giardini neoclassici su questa strada, commissionando i lavori ad architetti del calibro di Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Mario Gioffredo, ed altri. L’intera fascia del “Miglio d’oro” fu servita da un’infrastruttura di trasporto, la tranvia Napoli-Portici-Torre del Greco che ne favorì lo sviluppo e gli interscambi con il capoluogo.

Attualmente…

Attualmente molti di questi preziosi edifici, dopo un attento e rigoroso restauro, sono sotto la diretta tutela dell’Ente Ville Vesuviane, e costituiscono le sedi nelle quali viene svolta l’attività istituzionale, molti eventi e varie iniziative culturali. L’Ente fu istituito nel 1971 dal Parlamento Italiano, allo scopo di provvedere alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio artistico costituito dalle Ville Vesuviane.

Non tutte le ville si sono mantenute intatte, altre sono invece private. Tra le più significative, ricordiamo:

  • Ad Ercolano la Villa Campolieto, il Parco sul Mare della Villa Favorita, la Villa Ruggiero, Villa Durante, Villa Battista, Palazzo Capracotta;
  • a Torre del Greco la Villa delle Ginestre, Palazzo Vallelonga, Villa del Cardinale;
  • a Portici Palazzo d’Elboeuf, Villa Meola e Palazzo Ruffo di Bagnara, Villa Menna, Palazzo Starita;
  • a Barra Villa Bisignano;
  • a S.Giorgio a Cremano Villa Bruno, Villa Vannucchi, Villa Pignatelli, Villa Falanga; 
  • a Cercola Villa Buonanno.

Iniziative e cultura, “oltre il Miglio d’oro”

Era il 1980 e l’attore Marcello Mastroianni, nelle riprese del film “La pelle”, passeggiando nell’esedra di Villa Campolieto a Ercolano, dichiara di invidiare tutta questa bellezza. Numerose sono state, nel tempo, le iniziative proposte per la valorizzazione di questo territorio. In passato sono stati organizzati numerosi Festival, con eventi  musicali, rassegne letterarie e spettacoli.

Lunedì 1 Luglio 2019, nella Biblioteca comunale di Villa Bruno, di S.Giorgio a Cremano, Domenico Maria presenterà il suo libro “Oltre il Miglio d’oro“. Traccerà un excursus di tutta l’architettura della costa vesuviana, attraversando tesori nascosti di San Giovanni a Teduccio, Barra, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e Torre del Greco.

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