Cosentino pena ridotta: possibile affidamento ai servizi sociali
Screenshot video TGR Campania
Cosentino pena ridotta: La Corte d’Appello di Napoli ha disposto una riduzione della pena per Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’Economia ed ex coordinatore campano di Forza Italia. La decisione potrebbe consentire all’ex parlamentare di accedere nei prossimi mesi a misure alternative alla detenzione, tra cui l’affidamento in prova ai servizi sociali.
Attualmente detenuto nel carcere di Spoleto, Cosentino sta scontando due condanne definitive: una a 10 anni per concorso esterno in associazione camorristica e una seconda a 4 anni per corruzione di agenti penitenziari.
Cosentino pena ridotta: la decisione della Corte d’Appello
La quarta sezione penale della Corte d’Appello di Napoli ha accolto le richieste presentate dalla difesa del politico campano. I giudici hanno riconosciuto il vincolo della continuazione tra il reato di concorso esterno in camorra e quello di corruzione degli agenti penitenziari.
Questa decisione ha comportato una riduzione della pena pari a un anno e due mesi. La Procura Generale aveva espresso parere negativo, chiedendo il rigetto dell’istanza, ma la difesa ha sostenuto le proprie tesi attraverso un articolato iter processuale sviluppato nel corso di quattro udienze.
Le condanne definitive di Nicola Cosentino
Cosentino era tornato in carcere nell’aprile del 2023, dopo la sentenza definitiva della Cassazione relativa al processo sul concorso esterno in camorra. Secondo le accuse accolte in via definitiva, l’ex parlamentare avrebbe favorito negli anni il clan dei Casalesi.
Alla condanna per concorso esterno si è aggiunta quella per la corruzione di agenti penitenziari, fatti avvenuti durante il periodo di custodia cautelare nel carcere di Secondigliano. Al netto dei periodi già trascorsi tra detenzione preventiva e arresti domiciliari, la pena residua iniziale era superiore agli otto anni.
Cosentino pena ridotta: benefici penitenziari e possibile affidamento
Nel corso della detenzione, l’ex sottosegretario ha ottenuto anche il beneficio della liberazione anticipata, che prevede una riduzione di 90 giorni per ogni anno di pena scontata. Con il nuovo ricalcolo disposto dalla Corte d’Appello, la pena residua sarebbe ora di circa due anni.
Una situazione che potrebbe consentire l’accesso ai benefici penitenziari previsti dalla legge per pene inferiori ai quattro anni. Tra le possibilità previste dall’ordinamento c’è l’affidamento in prova ai servizi sociali, misura alternativa al carcere che potrebbe essere richiesta nei prossimi mesi.
Una decisione destinata a far discutere
La vicenda giudiziaria di Nicola Cosentino torna così al centro dell’attenzione politica e giudiziaria. La decisione della Corte d’Appello di Napoli viene considerata significativa anche sotto il profilo giuridico, perché riconosce la continuazione tra reati commessi in periodi differenti.
L’evoluzione del caso potrebbe avere nuovi sviluppi nelle prossime settimane, quando l’ex parlamentare potrà valutare la richiesta di accesso alle misure alternative alla detenzione.
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