6 Marzo 2020

Coronavirus: il video che ci ricorda che dinanzi alla sofferenza siamo tutti uguali

coronavirus

Cosa ci sta insegnando il Coronavirus? Quali prove ci sta chiedendo di superare e quante ancora dovremo superarne? Questa è una di quelle…

Il coronavirus separa, distanzia, logora: e no, non stiamo parlando del rispetto della distanza di sicurezza di un metro richiesta tra una persona e l’altra, ma della separazione forzata dai propri affetti, siano essi genitori, amici, parenti.

Immaginate la sofferenza di un genitore che è risultato positivo al virus o, ancor peggio, quella di un bimbo di pochi anni, nella medesima situazione, ricoverato in terapia intensiva e al quale viene impedito ogni contatto con l’esterno.

Una tragedia, e non soltanto a parole, non esclusivamente per le morti che in queste settimane si stanno susseguendo a causa della rapida diffusione del covid-19, ma anche e soprattutto perché dietro ogni paziente infettato vi è una storia, un trascorso, una persona da rispettare e tutelare.

Il video che segue è stato girato all’interno dell’Ospedale di Wuhan, focolaio del Coronavirus in Cina: un bambino, ricoverato in terapia intensiva perché positivo, ha come unica forma di contatto col suo papà, quella visiva. Un vetro li separa, un vetro che crudelmente segna la distanza tra le loro mani che non possono toccarsi, tra le loro braccia che possono stringersi.

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