12 Maggio 2020

Coronavirus, i biologi hanno già pensato ad un piano B ?

fonte: pixabay

coronavirus

Coronavirus, nonostante i biologi siano impegnati nella ricerca del vaccino, è già pronto il piano B nel caso quest’ultimo non fosse pronto

Il Coronavirus continua ad essere studiato nei laboratori di tutto il mondo per trovare un vaccino.

Al momento ci sono ben 100 sperimentazioni in corso  ma nel caso di disguidi non fosse pronta i biologi hanno già un piano B.

A parlarne è il quotidiano il Corriere della Sera.

E’ possibile trovare un vaccino in poco tempo ?

L’immunologo della task force creata da Donal Trump, Anthony Fauci ha ipotizzato che il primo vaccino dovrebbe arrivare entro 18 mesi mentre il resto degli scienziati sono più cauti.

Sergio Abrignagni, ordinario di Patologia all’Università La Sapienza di Milano, ha espresso il proprio parere in merito ai tempi di un possibile vaccino anti Sars-Cov2.

“Ci sono un centinaio di progetti allo studio di varie tecniche, ognuna delle quali ha vantaggi e svantaggi. Nel modo normale ci vogliono dai cinque ai dieci anni, con una media di otto per arrivare in farmacia. Secondo la mia esperienza […] sarà difficile avere un vaccino prima di due anni se vogliamo essere certi di due cose fondamentali: che sia sicuro e induca una risposta immunitaria protettiva […].”

Fino a ora i biologi non hanno mai lavorato sui coronavirus, l’unica occasione fu il vaccino contro la SARS del 2003 ma fu abbandonato poiché il rischio di epidemia si ridusse.

Si teme che se il vaccino non fosse pronto, la minaccia del virus sarà presente anche nei prossimi anni.

Qual è il piano B contro il Coronavirus ?

Nel frattempo, gli scienziati hanno individuato un piano B in caso di emergenza.

Tra i farmaci più usati dai biologi abbiamo il remndesivir, il farmaco anti-Ebola e il trattamento del plasma dei contagiati oppure il farmaco contro l’AIDS.

In seguito a queste previsioni l’unica opzione è quella di convivere col virus.

“Una falsa normalità” secondo Amesh Adalja

Amesh Adalja, biologo del Johns Hopkins University Center per la sicurezza della salute ha predetto uno scenario inquietante per l’ottobre 2020 che “non assomiglierà per niente a quello dell’anno scorso”.

Nuovi contagi già dalla fine di agosto e una nuova ondata più feroce del virus fino ad una nuova apparente normalità.

Potrebbe interessarti: Coronavirus, Fontana: “Entro Giovedì darò risposte su riaperture”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.