12 Marzo 2020

Coronavirus e mascherine: quali sono quelle utili? quanto durano? e quelle fai da te?

A causa del Coronavirus sono diventate qualcosa di cui non possiamo più farne a meno ma sappiamo davvero se e come sono utili le mascherine?

La pandemia di Coronavirus ci ha resi “creativi”, in primis con i liquidi per le mani, successivamente con le mascherine, diventate un accessorio indispensabile per circolare in strada e nei negozi.

Sappiamo però quali sono quelle utili, se effettivamente sono indispensabili e quanto durano?

Proviamo a capire meglio di cosa stiamo parlando.

Quale mascherina comprare?

Purtroppo ultimamente la speculazione sulle mascherine ci ha resi più diffidenti e abbiamo cominciato a cercare on line metodi alternativi e fantomatiche ricette per attaccare qualsiasi cosa al viso per proteggerci.

Le mascherine che vediamo in giro però sono sostanzialmente divise in due categorie (che vedremo dopo) ma tutte sottoposte a un unico filone legislativo, il dispositivo di protezione individuale regolato dal decreto legislativo nr. 81 del 09/04/08, che stabilisce gli obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori.

Cosa stabilisce questo decreto?

Si intende per dispositivo di protezione individuale, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Essi sono i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che l’indossi, o comunque li porti con sé, da rischi per la salute e la sicurezza.

Dunque quali tipi di mascherine vediamo in giro?

  • Mascherine chirurgiche
  • Mascherine FFP2 e FFP3

Le mascherine chirurgiche sono utili?

Le mascherine chirurgiche sono monouso in tessuto non tessuto, quattro strati (tipo II o IIR), esterno filtrante, centrale impermeabile ai liquidi e permeabile all’aria, strato interno a contatto con la pelle ipoallergenico, con barretta intera deformabile stringinaso per conformare perfettamente la mascherina al volto.

Proteggono naso e bocca dalla contaminazione con particelle di diametro medio di 4,5 µ (micron).

Pur originate dall’esigenza di proteggere il paziente (interventi chirurgici, manovre asettiche), costituiscono un efficace sistema di barriera anche per l’operatore sanitario per la resistenza ai fluidi e l’elevato potere filtrante che va dal 95 ad oltre il 99%.

Chi deve usarle?

Le indossa il paziente con sospetta o accertata patologia trasmissibile per droplet o per via aerea (sindrome influenzale, TB, Meningite, SARS, ecc..) e proteggono l’operatore dalla trasmissione.

E le mascherine FFp2 e FFp3?

Tutte le mascherine “anti virus” per essere definite tali devono essere omologate secondo normativa europea EN 149 e hanno la finalità di protegger contro l’inalazione d’inquinanti ambientali, agenti patogeni, sostanze chimiche, antibiotici e citostatici.

Questa protezione avviene mediante un filtro che aiuta anche ad evitare la condensazione all’interno della mascherina.

Che differenza c’è tra FFp2 e FFp3?

La differenza sostanziale è la percentuale di protezione che per entrambe supera il 90% ma le FFp3 raggiungono il 98% della protezione a fronte del 92% delle FFp2.

Le mascherine FFp2 sono indicate per gli operatori sanitari o delle persone esposte a rischio basso-moderato, in situazioni come:

  • Entrare nelle stanze d’isolamento respiratorio;
  • Assistenza di emergenza e consultazioni a pazienti ad alto rischio affetti da malattie aerotrasportate;
  • Laboratori in cui vengono elaborati i micobatteri (ogni volta che si lavora in un armadio a flusso laminare).

Le mascherine FFp3 sono approvate per trattenere particelle fino a 0,6 micron, con un’efficienza di filtrazione minima del 98%.

Essenziali per:

  • Induzione dell’espettorato e tecniche di aspirazione della secrezione
  • Intubazione tracheale
  • Autopsie di pazienti con malattie sospette o diagnosticate nell’aria
  • Manipolazione del campione di questi pazienti in Patologica A.
  • Drenaggio di ascessi tubercolari
  • Trasferimento in ambulanza di questi pazienti
  • Personale che prepara i citostatici (anche se lavora in una cabina a flusso laminare)
  • Personale che esegue instillazioni citostatiche

In linea di massima le mascherine con filtro sono quelle più utili ad evitare il contagio da coronavirus come anche Tubercolosi, Morbillo, Varicella, H1N1 (Influenza A).

Se consideriamo che il coronavirus si trasmette con goccioline di tosse e starnuti, ma solo con quelle più grandi, sopra ai 5 micron e dunque incapaci di allontanarsi più di 1,5-2 metri dalla persona contagiosa, possiamo dedurre che questo genere di mascherine possono fare al caso nostro.

La durata delle mascherine

Non c’è una vera e propria durata, l’usura di questo genere di mascherine dipende soprattutto dal tipo di lavoro o dal tipo di zona di contagio che ci si appresta ad affrontare.

In genere gli esperti consigliano di cambiare la mascherina quando si inumidisce o quando non si è conservata in un ambiente pulito senza altre contaminazioni degli interni.

Per quanto riguarda invece le mascherine chirurgiche possiamo tranquillamente dire che son si utili ma più per una protezione”generale” e soprattutto per evitare magari a chi è contagiato, di lasciare nell’aria il virus attraverso tosse e starnuti.

Naturalmente le protezioni delle vie respiratorie devono essere necessariamente coadiuvate dall’uso di guanti e pulizia certosina di mani, vestiti e superfici, onde evitare contaminazioni da altre vie (occhi, bocca).

Le mascherine fai da te?

Dunque tirando le somme, sarebbe meglio non cimentarsi nella creazione di mascherine “fai da te” con slip, sciarpe, fazzoletti, panni swiffer e l’ultima trovata la carta da forno, in quanto come abbiamo detto, non si tratta di proteggerci da ciò che vediamo ma da qualcosa di così piccolo (parliamo di micron) che solo dei dispositivi specifici possono neutralizzare.

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