27 Aprile 2020

Conte #RICONGIUNGICI, l’iniziativa social Cathy La Torre

conte #ricongiungici

«Ci sono persone che di “congiunti non ne hanno», scrive Cathy La Torre, avvocatessa social che ha promosso la campagna Conte #RICONGIUNGICI

A partire dal 4 Maggio, si potrà uscire per andare a trovare i propri congiunti, non fidanzati, non compagni, non partners. Da un’iniziativa dell’avvocatessa Cathy La Torre, parte la campagna Conte #RICONGIUNGICI.

Nella conferenza stampa di ieri sera, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha esposto le caratteristiche della Fase 2. In contemporanea, la domanda più frequente fra gli italiani è «cosa si intende per congiunto?».

Secondo l’articolo 307 del codice penale si intendono per “prossimi congiunti”«gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti: nondimeno, nella denominazione di prossimi congiunti, non si comprendono gli affini, allorchè sia morto il coniuge e non vi sia prole». Restano esclusi, quindi, fidanzati, compagni, coppie che vivono ancora separate.

L’avvocatessa Cathy La Torre ha spiegato, tramite social, che esiste un’interpretazione più ampia del termine: si può intendere anche qualcuno legato a noi. Conosciuta su Instagram come Avvocathy, si è esposta in prima linea inviando al Presidente del Consiglio un quesito: e cioè se la dicitura possa intendersi anche per partner, compagni/compagne, fidanzati/fidanzate.

L’iniziativa social

Accanto alla lettera scritta per il Presidente Giuseppe Conte, Cathy La Torre ha lanciato la campagna CONTE #RICONGIUNGICI.

«Ci sono tantissime persone che di “congiunti” non ne hanno. Chi vive in un luogo diverso da dove è nato e nel frattempo, quel frattempo che magari dura da 20 anni, ha costruito nuovi legami affettivi. Le coppie non sposate, ma fidanzati, compagni, che vivono ancora separatamente per mille ragioni diverse. Chi i genitori o i parenti li ha persi per l’età, le malattie, o la lontananza. Le persone gay, lesbiche, trans, che da casa sono state cacciate, perché sì, succede ancora nel 2020», scrive su Instagram.

Pubblica una foto con chi ami, tagga il Premier e usa l’hastag. La campagna social è semplice e ha come obiettivo quello di chiarire che il legame di sangue non è l’unico parametro per stabilire l’esistenza di una relazione.

«E milioni di noi non possono vivere ancora nella solitudine più atroce senza avere un orizzonte che ci immagini vicini a chi amiamo.
Per questo, Le chiedo di pensare a ogni cittadino e cittadina di questo martoriato paese, perché ne va della nostra sanità mentale», conclude.

 

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