28 Maggio 2026

Condannato l’assistente personale dell’attore Matthew Perry

CONDANNATO ASSISTENTE MATTHEW PERRY-Sviluppo giudiziario importantissimo legato alla morte di Matthew Perry, l’attore celebre in tutto il mondo per il ruolo di Chandler Bing nella serie Friends.
Secondo quanto riportato da vanityfair, Kenneth Iwamasa, assistente personale dell’attore, ha ammesso le proprie responsabilità davanti alla giustizia americana nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della star, avvenuta nell’ottobre 2023 nella sua villa di Los Angeles.
Le indagini avevano stabilito che Perry era morto a causa degli effetti acuti della ketamina. Una sostanza anestetica che negli ultimi anni viene utilizzata anche in alcune terapie contro depressione e disturbi psicologici. Tuttavia, secondo gli investigatori, l’attore avrebbe assunto dosi molto superiori rispetto a quelle prescritte legalmente dai medici. L’assistente Kenneth Iwamasa avrebbe confessato di aver aiutato Perry a procurarsi la droga illegalmente e di avergli praticato personalmente diverse iniezioni nei giorni precedenti alla morte. In particolare, gli inquirenti ritengono che proprio una delle ultime dosi somministrate possa aver contribuito in modo decisivo al decesso dell’attore.

Condannato l’assistente di Matthew Perry: la dipendenza dalle sostanze

C’è anche un altro aspetto molto delicato. Perry, nonostante il successo mondiale e una lunga carriera a Hollywood, combatteva da anni contro dipendenze da farmaci e sostanze. Lo stesso attore aveva raccontato apertamente nei suoi libri autobiografici e nelle interviste le difficoltà affrontate con alcol, antidolorifici e problemi di salute mentale.
Secondo la procura americana, attorno all’attore si sarebbe creato un vero sistema di sfruttamento della sua fragilità. Oltre all’assistente personale, infatti, sarebbero coinvolti anche medici e altri intermediari accusati di aver approfittato della dipendenza della star per ottenere denaro. Gli investigatori parlano di una rete che avrebbe fornito ketamina a prezzi enormemente gonfiati rispetto al valore reale del farmaco.
La confessione di Iwamasa rappresenta quindi un passaggio fondamentale dell’inchiesta, perché conferma il coinvolgimento diretto delle persone più vicine all’attore nella gestione delle sostanze che assumeva.

FONTE: VanityFair

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