10 Ottobre 2016

Caso Almaviva, la protesta non si ferma

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Ancora proteste per il caso Almaviva, i lavoratori protestano contro la chiusura dei call center  di cui solo a fine maggio si era annunciata la salvezza

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Caso Almaviva. Era solo fine maggio quando dopo 17 ore di concordati si era decretata la salvezza dei call center targati Almaviva. A rischio le sedi di Napoli e Roma, con più di 2000 posti di lavoro sul filo del rasoio. Oggi sono continuate le proteste all’esterno della sede di Almaviva contact di via Brin, solo nella nostra città sarebbero circa  840 le persone a rischio lavoro. Una delegazione delle Rsu oggi si è recata dall’Assessore al lavoro Sonia Palmeri per discutere della vertenza.

Tutto resterà in bilico fino a mercoledì in un incontro a Roma alla sede del Ministero dello Sviluppo economico. Le motivazioni del crollo del gruppo di contact sarebbe la mancanza di commesse e la spietata concorrenza dei call center dell’est europa, specialmente albanesi. Sul piede di guerra i rappresentanti dei lavoratori che richiedono la presenza del sindaco De Magistris e del presidente De Luca al tavolo delle trattative e i sindacati che sono anch’essi sotto accusa da parte di Almaviva.

Oggi arrivano anche le parole del consigliere regionale Gianluca Daniele:

Oggi è stato importante l’impegno delle istituzioni locali con l’assessore regionale al lavoro Palmeri e con l’assessore al lavoro del Comune Panini, che hanno manifestato, nell’incontro con le Organizzazioni Sindacali, il loro impegno a favore delle Vertenza Almaviva e che saranno presenti anche all’incontro che si terrà al Mise il 12 ottobre. Questo è un esempio di buona cooperazione tra Regione e Comune nell’interesse dei lavoratori. Ora tocca al Governo scendere in campo, sperando che più che al Referendum si pensi ai veri problemi dei cittadini, al lavoro prima di tutto

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